Mattinata decisamente poco ordinaria quella vissuta in via Ercoli, nella zona industriale di Torre Annunziata. Un dipendente della Beton Torre, dopo essere salito in cima alla sede, ha infatti minacciato di lanciarsi nel vuoto dopo i tagli operati in estate dalla ditta edile oplontina.
I licenziamenti hanno interessato 36 lavoratori, tuttora in attesa di trovare una sistemazione. Attorno a mezzogiorno il 65enne torrese si è recato sul tetto dell'edificio esponendo uno striscione di protesta contro il comportamento antisindacale tenuto in questi mesi dall'azienda.
Attimi di panico sul posto, dove ben presto sono arrivati gli agenti di polizia di Torre Annunziata a fare da mediatori. Un commissario ha raggiunto l'uomo in cima alla rampa di scale, avviando una trattativa abbastanza breve ma dai toni molto diretti. "Voglio garanzie, documenti firmati, basta con le parole, ora servono i fatti", ha urlato l'ex dipendente facendo presagire il peggio. Dopo una decina di minuti il 65enne ha ottenuto un colloquio con la dirigenza aziendale per ridiscutere i termini del trattamento.
Una volta trovato l'accordo, l'uomo ha tolto lo striscione affisso in cima, guadagnando il piano terra scortato dal commissario oplontino che si è occupato della 'trattativa'. Solo allora gli animi si sono rasserenati, con l'anziano che ha raggiunto spontaneamente il commissario per rilasciare le proprie generalità.
"Chiedo solo i miei diritti - ha spiegato una volta sceso il protagonista della storia -, domani sera i miei avvocati proveranno a conciliare. Ho lavorato per quest'azienda dal 1975 e dopo 43 anni avrei dovuto essere in pensione come usurante da alcuni mesi, ma mi mantenevano con un contratto di livello non adatto a farne domanda. Domani cercheremo un punto d'incontro, altrimenti andrò avanti per la mia strada, a costo di risalire sulla torre".
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.