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Torre Annunziata - Crollo palazzo Rampa Nunziante, la procura chiede il divieto di dimora in Campania per l'architetto Bonzani

Avrebbe falsificato gli atti presentati al Comune e all'Agenzia delle Entrate, fornendo una rappresentazione dei luoghi non corrispondente allo stato reale e nascondendo l’illegittimità delle trasformazioni edilizie effettuate, in atto e da farsi, sull’immobile crollato.

tempo di lettura: 1 min
22/01/2018 14:17:39
Torre Annunziata - Crollo palazzo Rampa Nunziante, la procura chiede il divieto di dimora in Campania per l'architetto Bonzani

Divieto di dimora in Campania per l'architetto Massimiliano Bonzani. E' il provvedimento richiesto dalla Procura di Torre Annunziata - emesso dal GIP presso il Tribunale oplontino - ed eseguito questa mattina dalla Compagnia dei carabinieri e dal Commissariato di Torre Annunziata.

Un provvedimento legato al crollo del palazzo a Rampa Nunziante in cui, il 7 luglio del 2017 persero la vita otto persone. Dalle indagini sarebbero emerse delle falsità in atto pubblico e nelle istanze urbanistiche, commesse dall’architetto; falsità che, secondo la Procura, sarebbero state volte a fornire agli enti pubblici una rappresentazione dei luoghi non corrispondente allo stato reale e a nascondere l’illegittimità delle trasformazioni edilizie effettuate, in atto e da farsi, sull’immobile crollato.

Nella condotta tenuta da Bonzani la Procuira ha ravvisato una patente e sistematica illegalità, «non avendo egli esitato a riportare false attestazioni in ordine alla legittimità urbanistica del fabbricato e alla rappresentazione della situazione di fatto dello stabile in una serie di atti, indirizzati ad uffici pubblici (Comune di Torre Annunziata e Agenzia delle Entrate), consentendo così ai proprietari dello stabile la realizzazione di interventi edilizi del tutto abusivi e ottenendo un aggiornamento catastale non corrispondente alla reale situazione dell’edificio, bensì agli interventi oggetto del progetto da realizzare. Più specificamente - precisa la Procura - con tale condotta i proprietari del fabbricato, sulla base di atti, in cui veniva attestata la legittimità urbanistica dell’immobile (SCIA e CILA), e alla luce della nuova “falsa” situazione catastale, hanno avuto la possibilità di acquistare appartamenti abusivamente realizzati». 

Indagini approfondite sono ovviamente ancora in corso in ordine alle cause ed alle responsabilità del tragico crollo.

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