Il “terzo sistema” di Torre Annunziata, capace di spazzare via i clan di camorra Gionta e Gallo, esisteva o meno? La Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) ne è convinta e cerca di ribaltare il verdetto della Corte di Cassazione che invece l’aveva ritenuto inesistente.
È solo uno dei risvolti del procedimento in corso davanti al giudice per l’udienza preliminare (gup) di Napoli: l’Antimafia ieri mattina ha infatti chiesto pesanti condanne per i presunti boss del terzo sistema di Torre Annunziata. Chiesti 81 anni di reclusione in totale per 7 imputati alla sbarra. Si tratta di: Domenico Circo Perna (chiesti 16 anni); Vittorio Della Ragione (chiesti 10 anni); Antonio Longobardi (10 anni e 8 mesi); Bruno Milite (11 anni e 4 mesi); Luigi Gallo (11 anni e 4 mesi); Salvatore Orofino (10 anni e 8 mesi); Gennaro Pinto (11 anni e 4 mesi).
Tutti giovani tra i 20 ed i 30 anni a parte Orofino, il più anziano del gruppo con 45 anni. Tutti sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere di stampo mafioso, armi ed estorsioni. I reati sarebbero stati commessi tra il 2015 e il 2016, quando gli imputati erano poco più che maggiorenni. Si tratterebbe di rampolli di famiglie un tempo affiliate ai Gionta, tanto che il gruppo erano nato proprio come una costola dei valentini, poi però arrivò l’alleanza con un altro gruppo di giovani vicini ai Gallo-Cavaliere. Questi ultimi sono già stati condannati in rito ordinario, senza l’aggravante dell’associazione mafiosa, e a capo di questa costola ci sarebbe Giuseppe Maresca. Per i ragazzi del terzo sistema l’autonomia avrebbe dovuto essere fondamentale per il controllo del territorio, lanciando il guanto di sfida ai vecchi clan. Nei prossimi giorni il gup di Napoli deciderà del loro destino.
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