Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo torna l’ora legale: alle 2 le lancette andranno spostate avanti di un’ora, dando il via a giornate più lunghe e luminose. Un cambiamento che, oltre a far dormire un’ora in meno, porta con sé effetti concreti su consumi energetici e spesa delle famiglie.
Secondo le stime riportate da Sky TG24, il passaggio all’ora legale comporta benefici economici e ambientali significativi, grazie soprattutto alla riduzione dell’uso dell’illuminazione artificiale nelle ore serali.
Nei sette mesi di applicazione – fino al ritorno all’ora solare previsto per il 25 ottobre – il sistema elettrico italiano registrerà un risparmio consistente: circa 302 milioni di kilowattora in meno consumati, pari a un taglio di circa 80 milioni di euro sulle bollette complessive.
Il meccanismo è semplice: con più luce naturale disponibile nel tardo pomeriggio e in serata, si riduce la necessità di accendere lampadine e dispositivi elettrici. Un effetto che si riflette direttamente sui consumi domestici e, di conseguenza, sulla spesa energetica delle famiglie.
Oltre al risparmio economico, non mancano i benefici ambientali. Il minor consumo di energia elettrica comporta infatti anche una riduzione delle emissioni di CO₂, contribuendo alla sostenibilità del sistema energetico.
Non a caso, il tema dell’ora legale è tornato al centro del dibattito politico: in Parlamento è stato avviato un iter per valutare l’introduzione permanente di questo sistema, proprio alla luce dei vantaggi registrati negli anni.
Intanto, per il 2026, il calendario resta invariato: sette mesi di ora legale che promettono non solo più luce nelle serate primaverili ed estive, ma anche un piccolo sollievo per le tasche degli italiani.
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