Rapina al tabaccaio a colpi di martello, 57enne stabiese scarcerato. Vincenzo Messina ha terminato di scontare un residuo di pena in carcere ed è tornato in libertà a tre anni dal colpo che mise a segno insieme ad altri quattro complici. Nello scorso mese di gennaio dai domiciliari era passato di nuovo in carcere per scontare un residuo di pena, l’ultimo debito con la giustizia prima di ritrovare la libertà. La banda aveva studiato i movimenti del tabaccaio sapendo bene che il giovedì di ogni settimana andava a depositare presso gli uffici postali l’incasso della sua attività. Così si organizzano e, lo scorso 25 giugno dopo aver rimandato il colpo in varie occasioni, con una Kia Picanto raggiungono e bloccano il tabaccaio a bordo di una Ford all’altezza dell’incrocio tra via Madonna di Fatima e via Casa Aniello. Così uno dei rapinatori con una mazzola sfonda il parabrezza della vettura mentre un altro spinge la vittima verso l’esterno per poi essere preso a calci e pugni. La gang poi scappa con la Ford dove erano custoditi i 23mila euro. Il denaro era posto in un portaoggetti all’altezza del freno a mano. A far luce sul colpo è stato lo stesso ideatore Vincenzo Messina che dopo l’arresto di alcuni suoi parenti, accusati ingiustamente di aver commesso la rapina, ha confessato tutto così come gli altri indagati.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.