Una straordinaria testimonianza del passato di Sant’Antonio Abate è riemersa dal sottosuolo proprio durante i lavori per la realizzazione della nuova piscina comunale.
Ai margini dell’area di scavo è stata individuata l’aia di un’antica villa rustica di epoca romana, una scoperta di grande interesse archeologico che restituisce un nuovo e prezioso tassello della storia del territorio.
A rendere particolarmente suggestivo il ritrovamento sono il lapillo vulcanico e i solchi di coltivazione perfettamente conservati, rimasti sigillati nel terreno per secoli e riconducibili alla drammatica eruzione del Vesuvio del 79 d.C.
«Vivere in prima persona il racconto della stratificazione del terreno è un’emozione indescrivibile», commenta il sindaco Ilaria Abagnale. «Ritrovare il lapillo vulcanico e i solchi di coltivazione perfettamente conservati, sigillati nel tempo esattamente come il Vesuvio li lasciò in quel tragico 79 d.C., è un tuffo nel passato che lascia senza fiato».
Nei giorni scorsi, l’area è stata interessata dai sopralluoghi della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, chiamata a valutare il ritrovamento e le modalità di tutela dei reperti emersi durante le attività di scavo.
«Nei giorni scorsi abbiamo accolto la Soprintendenza Archeologica per i sopralluoghi di rito», spiega il sindaco. «Per fortuna, gli ampi spazi a nostra disposizione ci permettono di intervenire subito con una piccola variante al progetto, semplicemente traslando l’area di cantiere».
Una soluzione che, secondo l’amministrazione comunale, consentirà di proseguire i lavori senza rallentamenti, salvaguardando al contempo l’area di interesse archeologico.
La scoperta, dunque, non si traduce in un ostacolo alla realizzazione del nuovo centro sportivo, ma può diventare un’opportunità per il territorio. L’obiettivo è infatti quello di preservare quanto emerso e, in prospettiva, valorizzarlo e integrarlo con la nuova struttura, trasformando la testimonianza del passato in un elemento capace di dialogare con il futuro.
«Questo significa che procederemo senza alcun rallentamento con la realizzazione del centro sportivo. Anzi, questa scoperta si trasforma in un’opportunità straordinaria: un tassello di storia da toccare con mano che, in futuro, potremo valorizzare e integrare alla struttura, arricchendo il nostro patrimonio culturale e la profonda conoscenza delle nostre radici», conclude Abagnale.
A Sant’Antonio Abate, dunque, il futuro dello sport incontra la memoria del territorio: un nuovo impianto sportivo che nasce accanto a una testimonianza di quasi duemila anni fa, offrendo alla comunità la possibilità di riscoprire una parte importante della propria identità.
L'analisi di De Giorgio. «Pareggio giusto. Non possiamo sempre attendere uno schiaffo, soprattutto in casa dobbiamo osare di più»