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Sant' Agnello - Notificate multe salate ai manifestanti animalisti che bloccarono il traffico

Il Capo segreteria del Partito Animalista Europeo che partecipò il 28 settembre scorso alla liberazione dei 23 cani segregati in Viale dei Pini lancia la sfida: «Non pagate».

tempo di lettura: 2 min
di Vittoria Samaria
24/10/2019 09:01:13
Sant' Agnello - Notificate multe salate ai manifestanti animalisti che bloccarono il traffico

Sono finiti nei guai i cittadini che protestarono il 28 settembre scorso a Sant'Agnello, chiedendo a gran voce con un sit-in di protesta, l'intervento delle Forze dell'Ordine per la liberazione di 23 cani da una casa lager dove erano detenuti nelle più pessime condizioni igieniche, costretti a vivere segregati in casa, tra i loro stessi escrementi, seppur ben nutriti e regolarmente micro-chippati dalla loro padrona, un ex-maestra 63enne.

La Polizia di Stato ha provveduto a notificare ai manifestanti non autorizzati una sanzione amministrativa che va da mille a quattro mila euro per il “blocco stradale” avvenuto il giorno della liberazione dei cani. E' Enrico Rizzi, il politico trapanese, Capo segreteria del Partito Animalista Europeo, ad annunciarlo dalla sua seguitissima pagina Facebook, aggiungendo inoltre: «Non pagate! Faremo ricorso e avrete tutto il mio supporto. Non ho intenzione di lasciarvi soli. Tramite messaggio privato scrivetemi il vostro nome, cognome e cellulare, allegandomi una foto della contestazione. Vi ricontatterò al più presto. Se vi hanno convocato e dovete ancora andare, scrivetemi subito via messaggio privato».

La comunicazione del Rizzi, che partecipò lui stesso alla manifestazione, chiamato a gran voce dalle associazioni animaliste del territorio, arriva all'indomani di un post scritto dal primo cittadino di Sant'Agnello, dottor Piergiorgio Sagristani che con grande disappunto segnala che i cani sono attualmente ancora detenuti in canile e che dunque a nulla è valsa la protesta per la loro "liberazione".

Il sindaco santanellese infatti, l'11 ottobre scorso, aveva esortato le associazioni e i singoli cittadini, con un avviso pubblico, a rendersi disponibili all'affido giudiziale dei 23 cani liberati,  ma a quanto pare, senza grande successo. «Dove è finito il popolo degli amanti dei cani che manifestava in piazza e inneggiava alla loro liberazione ? Dove e' finito l'ideale animalista? Dove è finita la determinazione a trarre in salvo i poveri cani? - ha scritto Sagristani sul suo profilo social - Quando si spengono i riflettori il problema non esiste più!!! Al comune sono solo arrivate 4 richieste di adozione, per il resto deposta la rabbia e i furori mediatici la situazione resta la stessa!! Come diceva Eleonora Pimentel Fonseca rimane il "resto di niente"!!! Un'occasione mancata di essere più umani con gli umani e meno bestie con le bestie !!! Ma io spero ancora !!!».

Gli animalisti hanno replicato alle accuse del sindaco sostenendo che l'intervento tardivo abbia purtroppo minato il carattere dei cani, rendendoli inadottabili dai più, soprattutto famiglie con bambini, a causa di disturbi comportamentali e aggressività causati dalle condizioni in cui sono stati costretti a vivere per troppo tempo.

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