Dalle elezioni comunali a quelle regionali. Cambia il palco, ma i dissidi politici restano aspri a San Giorgio a Cremano. Nelle ultime ore in città si è diffusa la voce dell'ingresso dell'ex vicesindaco Giovanni Marino all'interno del Pd.
Una contraddizione apparente in termini di fatti, alla luce delle fratture (apparentemente) insanabili tra l'esponente locale di LeU e i Dem cittadini che portarono già nel 2017 all'estromissione di Marino dalla giunta. Decisive le divergenze a tutto campo con il sindaco Giorgio Zinno.
Cosa allora potrebbe spingere l'ex numero due del Municipio al cambio di casacca per sposare la 'causa' del partito del primo cittadino? La risposta è da ricercare nelle primarie del Pd del prossimo 3 marzo. Marino, in questo senso, porterebbe il proprio sostegno in termini di voti a Nicola Zingaretti, mentre da San Giorgio è certo l'appoggio dell'amministrazione a Maurizio Martina.
Uno scenario che rimetterebbe Marino pienamente in corsa anche in vista delle Comunali, qualora i vertici dei democrat volessero puntare su un profilo diverso da quello di Zinno, per il quale - chissà - potrebbero aprirsi scenari importanti nel partito a livello nazionale.
Da quanto risulta, in effetti, il leader di San Giorgio Democratica sarebbe stato avvicinato da diversi esponenti regionali del Pd. Il diretto interessato tuttavia ha smentito qualsiasi ingresso nel partito: «Sono un dirigente del laboratorio civico di centrosinistra nella città di San Giorgio a Cremano - ci ha detto Giovanni Marino - e finché il Pd avrà guide come il sindaco Zinno, io non potrò mai sedere allo stesso tavolo».
Anche se in realtà un piccolo spiraglio esiste: «La candidatura di Zingaretti per un centrosinistra rinnovato che parta dall'idea di Calenda di aprire le liste e uscire dal 'renzismo' mi piace - conclude l'ex vicesindaco -, ma non è stato mai intavolato alcun discorso ufficiale con il partito».
La sensazione marcata è che comunque gli intrecci in vista delle primarie del mese prossimo potrebbero giocare un ruolo fondamentale nelle elezioni in programma nella primavera del 2020. In ambito locale, del resto, le opportunità per rimescolare le carte in tavola non mancheranno.
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