In questo momento nella Covid residence dell'ASL NA3 SUD a Portici, la Residenza Gradoni, sono ricoverati dieci profughi ucraini positivi al Coronavirus. Sono sette ragazze e tre minori, due bambine e un maschietto. Le difficoltà sono sicuramente legate alla lingua. I ragazzi e i bambini parlano tutti ucraino e a questo proposito la Prefettura ha messo a disposizioni due interpreti, due ucraini che aiuteranno i medici e i pazienti a comunicare. I profughi provengono dalle città di Leopoli, Ternopil e Chernivtsi, non avevano portato con sé quasi nulla, solo i vestiti che avevano addosso. I medici e gli infermieri dell'asl hanno provveduto a fornirgli spazzolini, dentifricio, pigiami, biancheria intima e giocattoli per i più piccoli. Il protocollo di accoglienza ora in vigore prevede che i negativi siano accolti dall'Ospedale del mare dell'Asl Na 1 mentre i positivi nella Covid Residence di Portici che ha un totale di 38 posti letto. La comunità ucraina di Napoli, la più grande d'Italia, si reca quotidianamente nei pressi della struttura e ringrazia i medici per la loro accoglienza.
In Europa e anche in Italia sono attesi migliaia di nuovi profughi causati dalla guerra tra Russia e Ucraina scatenata quando ancora la Pandemia da Covid-19 non è stata del tutto sconfitta. Si è allentata la pressione sul Coronavirus ma il problema resta e va a peggiorare una situazione già di per sè grave. La percentuale di vaccinazioni e quindi immunizzazione dell'Ucraina è molto bassa rispetto alle altre nazioni europee e all'Italia dove c'è un alto tasso di vaccinati. Questo però non ha fermato la solidarietà internazionale che si è attivata per accogliere gli sfollati della guerra e fino ad ora la situazione sembra essere sotto controllo.
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