Immagine di repertorio non associata alla notizia
Aveva pensato di farla finita, probabilmente non potendo sopportare più il carcere, ma il suo piano non è andato a buon fine. È stato ritrovato ieri con un cappio al collo l'algerino che lo scorso marzo si era schiantato con'auto rubata contro il Santuario di Pompei. All'uomo sono stati inflitti due anni e mezzo di reclusione, che evidentemente non è riuscito a gestire psicologicamente e ha pensato di impiccarsi nella sua cella presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere. Pochi secondi prima che il suo piano fosse attuato e l'intervento delle guardie carcerarie si è rivelato tempestivo, affinché fosse salvato dall’insano gesto. L’uomo è attualmente ricoverato al Moscati di Aversa, ma è in gravissime condizioni.
L’algerino risultava già espulso dalla Francia. Lo scorso 29 marzo il 22enne, dopo aver rubato un'auto, si gettò con essa contro le fioriere che proteggono la Basilica da eventuali attacchi terroristici. Il giovane fu immediatamente fermato e arrestato per furto d’auto e false testimonianze a pubblico ufficiale. Durante l’udienza, l'algerino avrebbe inoltre ammesso di non conoscere il motivo del suo gesto. Si sarebbe poi giustificato, affermando di averlo compiuto per non sentirsi troppo vicino ad Allah, emettendo strani suoni labiali in aula e recitando una preghiera araba.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.