La suggestione 'Wheel of Pompeii' naufraga miseramente ancora prima di partire. È quanto emerge inequivocabilmente dal parere del ministro della Beni culturali Alberto Bonisoli, che non usato mezze misure per definire un progetto che pareva praticamente ufficiale: «Non se ne parla proprio - ha fatto sapere da Rai Tre sulla proposta cavalcata dai social in queste ore -. Ai nostri uffici non è arrivata nessuna richiesta, ma se arrivasse la rispediremmo al mittente». Frasi nette, che non ammettono repliche.
Proprio su facebook era comunque sorta una pagina dedicata alla ruota panoramica, con tanto di data di inizio lavori e - ipotetico - taglio del nastro, previsto per l'8 di maggio in via Stabiana. Un'attrazione turistica sullo stile di quella di Salerno (non a caso fabbricata dalla medesima azienda tedesca), alta 60 metri e dalla cui cima si sarebbero potuti ammirare anche gli Scavi, con tanto di calici di champagne per le cabine deluxe. I promotori del progetto, peraltro, avevano anche incontrato il sindaco Pietro Amitrano a palazzo De Fusco. Pareva tutto fatto, con le parole del ministro che però hanno bloccato tutto sul più bello.
Sulla stessa lunghezza d'onda sono poi arrivate anche le smentite dello stesso primo cittadino, che ha confermato il gradimento all'iniziativa specificando tuttavia come «nessuna autorizzazione definitiva fosse stata rilasciata» e che «l'ultima parola in merito spetterebbe in ogni caso alla Soprintendenza». Se non è la pietra tombale sulla ruota, insomma, poco ci manca. Resta la sensazione che il clamoroso dietrofront che sia stato di fatto 'imposto' al sindaco, che si era già favorevolmente sbilanciato sull'attrazione.
L'interesse suscitato dall'iniziativa era stato accolto favorevolmente anche dagli operatori turistici. Questione diversa, invece, per quanto riguarda il patrimonio Unesco. La pesante ruota panoramica avrebbe infatti richiesto una base di cemento armato di notevole impatto ambientale per poterne reggere il peso e assicurarne la stabilità. Da considerare poi, a due passi dal Parco archeologico, l'ipotesi di ritrovamenti di reperti storici nel corso degli scavi. La costruzione, inoltre, avrebbe dovuto sorgere di fronte al Teatro Grande, che riaprirà i battenti sempre nel periodo estivo. Tutte concause che hanno contribuito al «no» del Ministero.
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