Non ce l’ha fatta il giovane algerino che ieri si è impiccato nella sua cella. Il 22enne era stato ricoverato d’urgenza al Moscati di Aversa dopo essere stato trovato dalle guardie carcerarie appeso con un cappio al collo. L’intento di farla finita non era da subito andato a buon fine e per questo era stato prontamente condotto al pronto soccorso, nonostante le sue condizioni siano da subito apparse molto gravi. Un tragico epilogo di un giovane che, espulso tempo fa dalla Francia, avrebbe dovuto scontare due anni e mezzo di carcere.
Lo scorso 29 marzo il 22enne, dopo aver rubato un'auto, si gettò contro le fioriere che proteggono la Basilica da eventuali attacchi terroristici. Il giovane fu immediatamente fermato e arrestato per furto d’auto e false testimonianze a pubblico ufficiale. Durante l’udienza, l'algerino avrebbe inoltre ammesso di non conoscere il motivo del suo gesto. Si sarebbe poi giustificato affermando di averlo compiuto per non sentirsi troppo vicino ad Allah, emettendo strani suoni labiali in aula e recitando una preghiera araba. Non riuscendo evidentemente a sopportare il carcere ha pensato di compiere l’insano gesto nella sua cella.
La salma è stata trasportata all'ospedale di San Leonardo di Castellammare, in attesa che l'autopsia svolga le dovute analisi.
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