(Foto Francesco Saverio - Facebook)
Seppur con qualche minuto di ritardo, la marcia del Gay Pride, organizzata dal Coordinamento Campania Rainbow con Arcigay Vesuvio Rainbow, ha quasi terminato il suo percorso in una Pompei gremita di gente: persone, anche turisti, di qualsiasi orientamento sessuale, provenienti da ogni parte della Campania sono scese in piazza per manifestare a favore dei diritti gay. La città si è tinta dei colori dell'arcobaleno, con una suggestiva sfilata di carri per le strade. Il corteo ha avuto come itinerari le strade di Via Carlo Alberto, Via Roma e Via Plinio.
Tuttavia, sui social non sono mancate le critiche contro tale iniziativa, in particolare per la scelta di sfilare a pochi passi dal Santuario, e soprattutto non sono mancati i commenti omofobi durante le dirette. «Almeno il carnevale di Rio è bello a vedersi, ma questo è un orrore, è vomitevole!», «Dovreste andare da uno psicologo» o peggio «Proprio a Pompei! Vergine, potente contro il male, Regina delle Vittorie, abbi pietà!». C’è chi, invece, preferisce essere di parte: «Ognuno è libero di esprimere cio' che sente,perchè insultarli?», e chi è del tutto favorevole: « Sarà una bella manifestazione libera da ogni pregiudizio. Pompei ne ha bisogno!». Questo e altro di quanto scritto.
Anche a giudicare dalla partecipazione di massa, le adesioni sono state molteplici. Inoltre, nonostante l’opposizione da parte della Diocesi di Pompei, la Uil (Unione Italiana del Lavoro) ha aderito al corteo, affermando ancora una volta di non tollerare alcuna forma di discriminazione. Le forze dell’ordine hanno continuato a presidiare sul posto e non sono stati registrati disordini. Una manifestazione per mettere in risalto la parola "amore" in tutte le sue forme. Sarà questo ciò di cui necessita la città di Pompei?
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