La saga della casa di riposo Borrelli si arricchisce di un nuovo capitolo: nella giornata di ieri i carabinieri dei Nas hanno effettuato una visita ispettiva presso l'ospizio di Pompei. La struttura di via Lepanto, va ricordato, sarebbe dovuta essere sgomberata lo scorso 7 agosto per permettere la messa in opera dei lavori propedeutici al progetto urbanistico dell'Eav, ossia l'abbattimento della cappella e contemporanea messa in sicurezza dello stabile dichiarato 'a rischio' da una perizia tecnica commissionata da palazzo De Fusco l'anno scorso.
Alla fine, dopo una lunghissima querelle condita da proteste, cortei e ricorsi, l'evacuazione è stata rimandata grazie all'intervento della Prefettura di Napoli - interpellata dalla segreteria della Presidenza della Repubblica - che ha convocato il comitato per l'Ordine Pubblico al fine di assicurare in primis la tutela degli anziani dell'ospizio, verificando l'idoneità della residenza sostitutiva. Dei circa trenta di anziani da ricollocare temporaneamente, solo sei avrebbero la residenza pompeiana che permette di attingere al fondo di circa 50mila euro stanziato dal Comune per il pagamento di una retta maggiorata presso altre strutture. Nessuna agevolazione economica è prevista per i nonnini 'forestieri'.
Il blitz del nucleo antisofisticazione e sanità rientrerebbe in un'iniziativa di routine che non dovrebbe - a questo punto il condizionale è quantomai obbligatorio - sparigliare più di tanto le carte in tavola. Qualora tutto dovesse rimanere invariato, novità sul futuro degli occupanti dell'ospizio, compresi i 14 dipendenti della partecipata comunale Aspide prima licenziati e poi reintegrati per mancato preavviso, potrebbero registrarsi a settembre. A questo punto, tuttavia, l'attenzione non potrà più essere focalizzata sul municipio pompeiano, vista la dimensione nazionale ormai raggiunta dal caso.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.