Casa di riposo Carmine Borrelli e non solo. Il Comune di Pompei effettuerà accertamenti anche su altre strutture concesse in comodato d'uso alla Aspide, la partecipata dell'Ente - messa in liquidazione da anni - responsabile anche della gestione dell'ospizio. Oltre all'immobile di via Lepanto, anche i 16 appartamenti di via Scacciapensieri risulterebbero infatti in condizioni precarie, tanto da paventare ulteriori sgomberi dopo quello decretato dall'ordinanza sindacale firmata da Amitrano lo 2 luglio ai danni dei nonnini della Borrelli.
Nella relazione istruttoria del 4 febbraio scorso sulla partecipata, l'Ente mette nero su bianco come anche le altre proprietà gestite dalla Aspide, site in via Scacciapensieri, sarebbero «in precarie condizioni», non escludendo quindi l'ipotesi di intraprendere ulteriori provvedimenti. Già nello scorso ottobre il Dirigente del VI Settore tecnico di palazzo De Fusco segnalava «l'opportunità di interrompere l'attività ordinaria dell'Aspide in quanto il fabbricato in uso alla Casa di Riposo Carmine Borrelli rientrerebbe tra gli edifici che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un eventuale collasso, che può comportare gravi conseguenze in termini di vite umane».
Lo stesso dirigente evidenziava nel medesimo documento inoltre che «anche gli altri cespiti affidati in comodato alla stessa Aspide, ubicati in via Scacciapensieri n. 1, appaiono in condizioni di grave degrado, per i quali in accordo con quanto sancito agli artt 1807 e 1808 c.c si provvederà alle opportune ricognizioni per l'esecuzione degli interventi». Secondo le indiscrezioni che circolano in città, l'Ente di palazzo De Fusco avrebbe avuto nel recente passato l'intenzione di trasformare proprio l'edificio di via Scacciapensieri in un asilo nido.
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