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Pimonte - Periodo di prova terminato per il branco che stuprò una 15enne. Uno solo condannato a 2 anni di reclusione

Per gli inquirenti hanno superato il periodo di messa in prova i 10 minorenni, residenti nei comuni di Pimonte, Gragnano e Vico Equense, resisi responsabili nel 2016 di uno stupro di gruppo nei confronti di una 15enne pimontese.

tempo di lettura: 2 min
di sr
09/10/2018 09:10:28
Pimonte - Periodo di prova terminato per il branco che stuprò una 15enne. Uno solo condannato a 2 anni di reclusione

Immagine di repertorio non collegata alla notizia

Per gli inquirenti hanno superato il periodo di messa in prova i 10 minorenni, residenti nei comuni di Pimonte, Gragnano e Vico Equense, resisi responsabili nel 2016 di uno stupro di gruppo nei confronti di una 15enne pimontese.

Le violenze sessuali, secondo quanto emerso dall’inchiesta, si sarebbero consumate nella frazione Franche, all’interno della Valle Lavatoio, location annuale del presepe vivente di Pimonte. Ieri mattina, dopo 19 mesi, è arrivata la decisione del gip del tribunale dei minorenni di Napoli, che ha disposto la fine della messa alla prova per 10 degli 11 minorenni coinvolti. Per un 16enne è invece scattata la condanna in primo grado a due anni di reclusione.

La valutazione dei magistrati è arrivata dopo 19 mesi di messa alla prova. Ieri mattina i 10 ragazzi, di età compresa tra i 14 e i 16 anni, si sono presentati di nuovo davanti ai giudici partenopei per la nuova valutazione. Durante il periodo della messa alla prova, sono stati seguiti costantemente e quotidianamente dagli assistenti sociali, che hanno valutato ogni eventuale miglioramento. E proprio le relazioni prodotte dagli assistenti sociali hanno avuto un ruolo determinante ai fini della decisione finale dei magistrati.

I fatti risalgono all’estate del 2016, quando una 15enne di Pimonte denunciò le violenze (avvenute a più riprese) subite in una capanna utilizzata per la rappresentazione del presepe vivente. Atti sessuali che furono anche filmati con gli smartphone, utilizzati poi a fini di ricatto nei confronti della giovane vittima. A gettarla nel vortice, secondo quanto emerso dalle indagini, fu il suo fidanzatino, 15enne all’epoca dei fatti, considerato dall’accusa anche il capo del branco. In seguito a questa drammatica vicenda, la famiglia della ragazzina (oggi 17enne) decise di lasciare definitivamente Pimonte e trasferirsi in Germania. Un caso che suscitò l’attenzione di tutti i media nazionali e che rappresentò un momento difficile per l’intera comunità di Pimonte, comune maggiormente coinvolto dalla triste vicenda.

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