Freddato nella notte da una scarica di proiettili mentre percorreva via Gesinella a bordo di un Fiat Fiorino. Un episodio che riaccende la faida di camorra sui monti Lattari. Filippo Sabatino, 33 anni, originario di Gragnano ma residente a Pimonte, è così perito sotto i colpi dei killer. Secondo gli inquirenti la vittima – pregiudicato ritenuto dagli inquirenti vicino al clan Afeltra - si trovava nel furgone con un ras del clan Di Martino, con il quale era in stretto contatto da tempo.
L’agguato è scattato poco dopo l’una della notte tra mercoledì e giovedì. I sicari hanno atteso che Sabatino attraversasse nel buio della notte la stradina di campagna di via Gesinella quando sono entrati in azione. Lo hanno bloccato prima di aprire il fuoco. Il 33enne, quando ha visto i killer, ha tentato una disperata fuga lasciando il furgone. Ma è stato raggiunto e finito con tre colpi di pistola. Prima di scappare indisturbati tra le vie di campagna. Un chiaro omicidio di camorra per gli inquirenti, che cercano di dare una precisa chiave di lettura al raid che fa ripiombare nel terrore l’intera comunità di Pimonte. Sono stati alcuni residenti, pochi minuti dopo, a scoprire il cadavere del 33enne a terra e ad allertare le forze dell’ordine. Sul posto si sono subito recati i carabinieri del nucleo operativo di Castellammare, agli ordini del maggiore Donato Pontassuglia e del luogotenente Andrea Riccio, per effettuare tutti i rilievi del caso. Ed è giallo sul movente. Pochi minuti prima, Sabatino sarebbe stato visto in compagnia di un pezzo da novanta del clan Di Martino, uscito due anni fa dal carcere, sentito ieri mattina dalle forze dell’ordine.
L’obiettivo adesso è quello di ricostruire nei minimi dettagli gli ultimi momenti di vita del 33enne. Soprattutto, i carabinieri cercano di capire cosa ci facesse il 33enne, nel cuore della notte, nella zona considerata feudo inespugnabile degli Afeltra. Filippo Sabatino, secondo gli inquirenti, non doveva sospettare di poter finire vittima dei killer, visto che girava nel suo Fiorino in via Gesinella ad un orario in cui per strada non c’è più nessuno. Varie sono così le ipotesi al vaglio degli inquirenti. Tra tutte, si segue la pista della droga. Sabatino avrebbe potuto fare uno sgarro ai signori della marijuana, che gestiscono da anni il redditizio business della droga sui Lattari. Ma in campo resta anche un’altra ipotesi, sicuramente più inquietante: quella che porta all’inizio di una nuova faida tra i clan dell’area stabiese. Ormai da diversi mesi i Lattari sono tornati al centro dell’attenzione delle forze dell’ordine, preoccupate dallo scoppio di una guerra di camorra tra le organizzazioni criminali del posto. Da anni, come emerso anche dalle inchieste della Dia, il controllo del territorio è nelle mani degli Afeltra – Di Martino, che gestiscono lo spaccio degli stupefacenti.
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