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Insultato da un operatore del call center della Tim perché napoletano, riceve le scuse dell’azienda. Alberto Grosso, il 26enne studente pimontese di Ingegneria offeso il 10 gennaio scorso durante una telefonata al servizio di assistenza della compagnia telefonica, è stato contattato ieri mattina da un dirigente della Tim il quale si è scusato per l’accaduto promettendo verifiche interne e provvedimenti.
«Chiediamo scusa per quanto accaduto, - gli ha detto il funzionario - consapevoli del forte disagio arrecato e certi di attivare tutti i nostri sforzi tesi all’individuazione del responsabile di questo spiacevole episodio. Siamo sorpresi e intendiamo esprimere il nostro rincrescimento, rispetto a quanto riferito in merito alla sua interlocuzione con il 187. Tale comportamento da parte dell’operatore non appartiene agli standard qualitativi di servizio dell’azienda nei confronti della propria clientela, testimoniati da milioni di contatti telefonici ogni anno. Nel caso specifico la chiamata è stata gestita da un nostro fornitore, con il quale abbiamo già avviato le opportune verifiche».
«Gli ho detto che sono dispiaciuto nel caso in cui dovesse perdere il posto – ci ha raccontato Alberto - Però c'è tanta gente perbene che vorrebbe lavorare, ed allora è meglio che altri occupino il suo posto».
Lo studente pimontese ritorna quindi a parlare di quella telefonata. «Insultare un popolo, ancora oggi, nel 2020, solo per una questione territoriale, è anacronistico e ridicolo. Quindi per una questione di principio io ho provveduto a denunciare l'accaduto. Noi giovani, soprattutto io che credo tantissimo nell'Europa, non accetterò mai che nella mia nazione esistano ancora forme di intolleranza e di ripudio verso il sud, una terra meravigliosa».
Proprio per questo, della vicenda si sta ora occupando un legale.
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