Filippo Sabatino, il 33enne ucciso l’altra notte in via Gesinella a Pimonte, era un volto già noto alle forze dell’ordine, anche se non proprio una figura di spicco nel panorama criminale dell’area stabiese. L’uomo è stato accusato in passato del tentato omicidio di Violanto Petrucci, uno dei killer del veterinario Carlo Cannavacciuolo, ucciso a Santa Maria la Carità nel 2011 durante un tentativo di rapina. Secondo la ricostruzione fatta all’epoca dai magistrati del tribunale di Torre Annunziata, Sabatino (dopo varie liti con Petrucci) gli tese un agguato nella zona di via Oratorio a Pimonte, sparandogli diversi colpi di pistola e colpendolo alle gambe. Petrucci rimase ferito, ma i proiettili non gli furono fatali. Nonostante questo, però, decise di mentire ai carabinieri quando gli chiesero se avesse riconosciuto chi aveva esploso quei colpi che sarebbero potuti diventare mortali. Per questo motivo fu condannato a tre anni di carcere.
Colpi precisi, indirizzati alle gambe, per dare una lezione nel gergo tristemente noto delle organizzazioni criminali. Le ferite non furono fatali a Petrucci che venne subito interrogato dagli investigatori. Alle domande per cercare di identificare il suo aggressore si guardò bene dal rispondere sinceramente, tentando di depistare le indagini. Ai militari che lo interrogarono dichiarò infatti di non aver riconosciuto chi aveva esploso i colpi. Mentendo, secondo le indagini, visto che poi da successive intercettazioni ai suoi danni, gli investigatori scoprirono che conosceva perfettamente chi gli aveva sparato.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.