Confermata l’ordinanza della Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di Raffaele Afeltra. Il tribunale del Riesame di Napoli ha emesso ieri pomeriggio la sentenza, dopo il ricorso presentato dai legali di o’borraccione (così è conosciuto Afeltra, ritenuto dagli inquirenti a capo della omonima cosca attiva nei comuni dei monti Lattari) accusato di estorsione ai danni di un imprenditore caseario di Agerola. Afeltra è tuttora latitante, si rese irreperibile il 5 dicembre scorso, giorno in cui le forze dell’ordine arrestarono i capi di quattro cosche camorristiche dell’area stabiese e l’imprenditore Adolfo Greco. Il tutto, nell’ambito dell’operazione Olimpo che, in totale, portò a 13 arresti tra Castellammare, Gragnano, Pimonte e Agerola. Il 31 dicembre scorso finì nuovamente in manette anche Francesco Afeltra, 45enne fratello di Raffaele. La mattina di San Silvestro gli agenti di polizia del commissariato di Castellammare, agli ordini del primo dirigente Vincenzo Gioia e del vicequestore Francesco Mainardi, notificarono ad Afeltra una nuova ordinanza di custodia cautelare, emessa dai magistrati della Dda di Napoli. Il fratello del latitante Raffaele Afeltra ha beneficiato degli arresti domiciliari. Francesco Afeltra era stato scarcerato la scorsa settimana dal Tribunale del Riesame di Napoli, a causa di un vizio di forma in merito alle notifiche degli atti giudiziari. La mattina del 31 dicembre, tuttavia, i giudici gli hanno confermato le accuse mosse nella precedente ordinanza, vale a dire estorsione ai danni di un imprenditore caseario di Agerola.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.