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Piano di Sorrento - L'ira della famiglia di Anna, una morte che si poteva evitare

Il legale: 'Si sapeva che rischiava ma non è stato fatto nulla'

tempo di lettura: 2 min
20/08/2023 08:40:23
Piano di Sorrento - L'ira della famiglia di Anna, una morte che si poteva evitare

Il feretro di Anna Scala, la 56enne che è stata uccisa a coltellate dal suo ex compagno Salvatore Ferraiuolo, 54enne, è giunto intorno alle 15 presso la chiesa di San Renato a Moiano, Vico Equense. Ferraiuolo è stato arrestato poche ore dopo l'accaduto. Il femminicidio è avvenuto tre giorni fa a Piano di Sorrento, all'interno di un garage privato. Il corpo della vittima è stato ritrovato nel bagagliaio della sua Citroen C3 bianca. Nonostante avesse paura, Anna non ha mai smesso di lavorare. Alle 16 sono cominciate le esequie di Anna Scala.

I familiari hanno chiesto la massima riservatezza e sono immersi nel loro profondo dolore. In chiesa, accanto ai familiari e al sindaco di Vico Equense Peppe Aiello, erano presenti tutti i sindaci della Penisola Sorrentina, a cominciare da Salvatore Cappiello, sindaco di Piano di Sorrento, il luogo della tragedia. La funzione è stata officiata dal parroco don Maurizio Esposito, affiancato da tutti i parroci di Vico Equense e Piano di Sorrento.

"I segnali precursori c'erano tutti, che fosse in pericolo era ormai chiaro e nonostante ciò nulla è stato fatto per impedire a quell'uomo che la uccidesse". E' il commento di Giovanni De Gennaro, legale della famiglia di Anna, la donna uccisa a coltellate lo scorso 17 agosto da Salvatore Ferraiuolo a Piano di Sorrento. "Una misura cautelare, anche solo un braccialetto, avrebbe evitato questa tragedia", dice il legale all'ANSA. L'avvocato De Gennaro è anche legato da vincoli di parentela con la famiglia della donna e il suo sfogo è ancora più sentito. "Le minacce - dice il legale mentre si sta recando ai funerali - l'hanno spinta a ritirare le denunce, ma quando questo avviene l'attenzione degli inquirenti si deve acuire. È proprio quello il momento che deve spingere chi indaga ad interrogarsi sulle reali ragioni di quella scelta". "Anna - continua De Gennaro - negli ultimi tempi aveva deciso di vivere la sua vita normalmente, nonostante i consigli dei fratelli, che le chiedevano maggiori cautele. Ovviamente evitava i luoghi isolati ma non è bastato". Secondo il legale "c'è qualcosa da fare, da rettificare nella gestione del cosiddetto 'codice rosso': vanno potenziate le sezioni delle Procure che si occupano di questa vera e propria emergenza nazionale e, soprattutto, deve essere data maggiore discrezionalità a chi indaga, a chi è sul territorio, a chi conosce le persone coinvolte: una misura cautelare, anche solo un braccialetto - ripete - avrebbe evitato questa tragedia".

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