Cronaca
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Napoli - Lite tra clochard, sgozzato per una coperta

L'assassino rintracciato da altri extracomunitari e poi fermato.

tempo di lettura: 3 min
di Ansa
09/09/2024 08:58:06
Napoli - Lite tra clochard, sgozzato per una coperta

Una storia di disperazione nel cuore di Napoli. Lì dove il panorama toglie il fiato, tra Castel dell'Ovo e la collina di Posillipo ma dove, poi, basta girare le spalle e scoprire che c'è anche un'altra realtà.
Una realtà fatta di senza fissa dimora e degrado. E di una lite per una coperta, o forse un materasso, che si trasformata in tragedia.
    Ieri mattina, poco dopo le otto, un runner ha visto che nei giardinetti di viale Dohrn, a due passi dal Lungomare tra i più famosi al mondo, c'era un uomo agonizzante, con un profondo e ampio taglio alla gola. Una scena che nessuno si aspettava lì, nel 'salotto buono' della città ma che in tanti però temevano.
    Sul posto intervengono alcuni uomini della Guardia di Finanza.
    L'uomo - Abdelhakim Mitraoui, tunisino, 30 anni, senza fissa dimora - è ancora vivo, arriva l'ambulanza, ma ormai è troppo tardi.
    La Squadra mobile, coadiuvata dalla Guardia di Finanza, avvia subito le indagini. Vengono sentiti il runner e poi altri tre tunisini. Proprio da alcuni di questi arrivano informazioni particolarmente importanti per ricostruire la dinamica e - con l'indicazione di altezza, colore dei capelli, indumenti che indossava - per mettersi sulle tracce del presunto assassino.
    Uno dei testimoni lo avrebbe perfino incrociato, ancora con il coltello in mano, mentre si allontanava.
    La svolta nelle prime ore di oggi quando la presenza dell'uomo, sempre armato, viene segnalata nella zona della stazione centrale, a piazza Garibaldi: lì alcuni militari dell'Esercito erano dovuti intervenire per difenderlo da altri connazionali che lo avevano circondato e stavano per linciarlo.
    Riuscito a divincolarsi, è stato raggiunto e bloccato dai due carabinieri che erano in zona: a loro un tunisino, che era uno dei testimoni sentiti a caldo, spiega che era stato proprio quell'uomo - Moussa Racked, 32enne, nato a Napoli - ad accoltellare a morte Abdelhakim, suo amico. Un omicidio nato dal niente: una coperta, o un materasso dove dormire, beni contesi ritenuti così 'preziosi' da difendere a tutti i costi.
    Dal racconto fornito dal testimone, è emerso che il gruppo di extracomunitari era entrato in azione dopo aver saputo che l'assassino si aggirava in piazza Garibaldi: volevano bloccarlo, ha detto il teste, e consegnarlo alle forze dell'ordine. Un raid però sfociato in una vera e propria aggressione, con calci e pugni nei confronti di Racked, che ha cercato di difendersi sferrando fendenti, per fortuna senza provocare feriti.
    L'uomo è stato preso in carico dalla Polizia di Stato e condotto in ospedale, dove è stato medicato. Poi è stato sottoposto a fermo, con l'accusa di omicidio, dagli agenti della Squadra Mobile di Napoli. Il suo coltello è stato sequestrato.
    Ora si trova nel carcere di Poggioreale.

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