Cronaca
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Napoli - Lacrime e applausi ai funerali di Jlenia, fratello resta in cella

Nel manifesto funebre anche l'assassino. Il gip accusa: 'Diffusa omertà nel quartiere'

tempo di lettura: 2 min
di Ansa
08/02/2026 09:53:43

(di Flavia Dolgetto) Ci sono decine di amici per l'ultimo saluto, quello annunciato sui manifesti funebri su cui compare anche il fratello che l'ha uccisa.
Il volto di Jlenia Musella, radioso, è stampato sulle magliette bianche indossate al Rione Luzzatti a Napoli, pieno di persone per il funerale celebrato nella chiesa Sacra Famiglia.
Di questa zona era originaria la famiglia, poi trasferitasi al Rione Conacal di Ponticelli dove la 22enne è stata ammazzata nel tardo pomeriggio del 4 febbraio dal fratello Giuseppe, per il quale il gip ha convalidato il fermo denunciando nel contempo un clima di omertà del quartiere.
    La bara bianca di Jlenia è stata accolta da lacrime e applausi. "Altrove ma insieme", "Resterai per noi la stella più bella da guardare" alcune delle frasi fatte stampare dalle amiche sulle maglie. Una bara che non è stata mai lasciata sola, dal suo ingresso in chiesa, trasportata da decine di persone in lacrime, e poi abbracciata continuamente in chiesa dai familiari, a cominciare dalla mamma. Difficile trovare le parole per il sacerdote, don Federico, che parla di una tragedia che "ha a che fare con i giovani. Quando una giovane vita si spezza credo che la chiesa, la società, gli adulti debbano riflettere.
    Sono dispiaciuto come ogni persona di buon senso. Vorrei che non si dovesse celebrare più l'ennesimo funerale di un giovane morto tragicamente". Poi, rivolgendosi direttamente alla ragazza spiega: "Jlenia il tuo nome ci pesa sulle labbra perché fa male dirlo". Intanto, a far discutere è il manifesto funebre. Tra coloro che ne danno il triste annuncio c'è anche il fratello.
    Ad aspettare la fine della cerimonia, fuori la chiesa, tutti coloro che non sono riusciti a trovare posto all'interno. Dai balconi dei palazzi adiacenti, tante le persone affacciate. Poi l'ultimo saluto, con palloncini bianchi e lettere del nome di Jlenia fatte volare quando la bara ha lasciato definitivamente la piazza con in sottofondo i fuochi d'artificio.
    Le prime indiscrezioni sull'autopsia riferiscono che è stata una minuscola lesione all'aorta, di appena un millimetro, a causare la morte di Jlenia. "Secondo quanto ci riferisce il nostro consulente, che ha preso parte all'esame autoptico, è plausibile ritenere che la ferita riscontrata sulla schiena della povera Jlenia, sia stata causata dal lancio del coltello", fa sapere l'avvocato Andrea Fabbozzo, legale, con il collega Leopoldo Perone, di Giuseppe Musella, 28 anni, per il quale il gip di Napoli Aufieri, non ritenendo credibile la versione dei fatti resa dal giovane, nella tarda serata di ieri ha convalidato il fermo per omicidio volontario aggravato e disposto la permanenza in carcere per l'indagato.

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