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Monte Faito, il Collettivo Voce Animale: «Basta allarmismi, corretta informazione sui cani da guardiania»

Dopo il caso delle tre escursioniste di Bacoli accampate sul Molare, il Collettivo Voce Animale invita a evitare allarmismi e chiede una campagna informativa sul comportamento da adottare in presenza di greggi e cani da guardiania.

tempo di lettura: 4 min
27/09/2026 09:41:53
Monte Faito, il Collettivo Voce Animale: «Basta allarmismi, corretta informazione sui cani da guardiania»

“Basta allarmismi, serve una corretta informazione”. È questo il messaggio lanciato dal Collettivo Voce Animale dopo il caso delle tre escursioniste di Bacoli che, nella mattinata del 21 settembre scorso, hanno raccontato di essersi trovate sul Monte Faito, nei pressi del Molare, con una serie di capre e cani da guardiania intorno alla tenda nella quale avevano trascorso la notte.
L'episodio, reso noto dal Soccorso Alpino e Speleologico della Campania (SACS), aveva rapidamente suscitato attenzione, con titoli che parlavano di paura e di escursioniste “accerchiate” dai cani. Una ricostruzione che, secondo il collettivo animalista, rischierebbe però di alimentare un'immagine distorta degli animali presenti sul Faito.

“Dalle fotografie non emergono atteggiamenti aggressivi”
Nel comunicato diffuso il 26 settembre, il Collettivo Voce Animale contesta in particolare la rappresentazione dei cani come animali aggressivi.
“Dalle fotografie pubblicate dal SACS – sostiene il collettivo – non si vedono cani protesi all'attacco e non si osservano posture offensive negli animali”. Secondo l'associazione, i cani, descritti come giovani esemplari di circa 10-12 mesi, apparirebbero piuttosto fermi o in movimento intorno alle persone, mostrando atteggiamenti che il collettivo interpreta come di disagio e sottomissione.
Il Collettivo richiama inoltre quanto riportato dal CAI Monti Lattari, secondo cui gli stessi cani sarebbero stati incontrati alcune settimane prima lungo il percorso dal santuario di San Michele alla vetta del Molare e sarebbero stati descritti come “non morsicatori”, con atteggiamenti di timidezza e sottomissione.

L'attendamento sul Molare
Un altro elemento sottolineato nel comunicato riguarda il luogo scelto dalle tre escursioniste per trascorrere la notte.
Secondo il Collettivo Voce Animale, l'attendamento sarebbe avvenuto in un punto considerato pericoloso e non autorizzato, in violazione delle disposizioni previste dal Regolamento del Parco Regionale dei Monti Lattari e dalle ordinanze comunali.
L'associazione sostiene quindi che l'episodio non abbia avuto un esito drammatico e che la paura vissuta dalle escursioniste possa essere stata legata anche alla mancata conoscenza delle caratteristiche dell'ambiente e delle regole da rispettare.

“Sul Faito la pastorizia fa parte della storia del territorio”
Nel comunicato viene poi richiamata la particolare natura del Monte Faito, dove la presenza di greggi e animali al pascolo rappresenta una componente storica dell'ambiente montano.
Per il Collettivo, chi frequenta la montagna dovrebbe essere consapevole di trovarsi in un'area pastorale e quindi della possibilità di incontrare animali lungo i sentieri.
L'invito è quindi a fornire una maggiore informazione agli escursionisti, evitando che la presenza dei cani da guardiania venga automaticamente associata a una situazione di pericolo.

Come comportarsi con i cani da guardiania
Proprio su questo punto il Collettivo Voce Animale chiede alle istituzioni di intervenire con una campagna di informazione corredata da cartelli sui sentieri, spiegando agli escursionisti come comportarsi in caso di incontro con greggi e cani da protezione.
Tra le indicazioni richiamate nel comunicato ci sono quelle di non correre, non urlare, non gesticolare e non utilizzare bastoni o lanciare oggetti. Viene inoltre suggerito di rimanere fermi, tenere sotto controllo il proprio animale domestico e, nel caso di chi percorra i sentieri in bicicletta, scendere dalla bici.
“Perché i cani da guardiania sono cani da lavoro – sottolinea il collettivo – e la loro indole è proteggere il gregge e il territorio”.

“Sicurezza delle persone e tutela degli animali non sono obiettivi contrapposti”
La richiesta dell'associazione è quindi quella di modificare l'approccio alla gestione della presenza degli animali sul Monte Faito, puntando sulla prevenzione e sulla corretta informazione.
“È possibile coniugare sicurezza delle persone, tutela degli animali e rispetto delle regole”, sostiene il Collettivo, secondo cui i tre obiettivi sarebbero “complementari, non contrapposti”.
Nel comunicato viene infine ricordata la recente morte in canile di Bianchina e Maya, due cagne Maremmane del Faito, vicenda che il collettivo considera un esempio delle conseguenze che possono derivare da una gestione ritenuta non adeguata degli animali.

Il messaggio rivolto alle istituzioni e a chi frequenta il Faito è dunque quello di favorire una maggiore conoscenza del territorio e delle regole, così da ridurre i rischi e le incomprensioni tra escursionisti, pastori e animali.

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