Dieci milioni di euro già disponibili per intervenire sugli alvei torrentizi del Monte Faito e una nuova fase di lavori urgenti dopo le frane e le colate di fango che il 25 settembre hanno investito la zona di Pozzano, a Castellammare di Stabia. È questo il quadro emerso dal tavolo convocato dal prefetto di Napoli Michele di Bari nel pomeriggio del 1° ottobre al Palazzo di Governo.
Alla riunione hanno partecipato l'assessora regionale alla Protezione civile Fiorella Zabatta, collegata da remoto, i rappresentanti della Commissione straordinaria del Comune di Castellammare di Stabia, dei Vigili del Fuoco, della Città Metropolitana di Napoli, dell'Autorità di Bacino Distrettuale dell'Appennino Meridionale, dell'Ente Parco Regionale dei Monti Lattari e delle Forze dell'Ordine.
L'obiettivo è definire una strategia comune per affrontare il dissesto idrogeologico dei versanti del Faito e ridurre il rischio legato al ruscellamento delle acque e al trasporto verso valle di fango e detriti.
Quattro rivi al centro degli interventi
Nel corso dell'incontro è stata definita la linea degli interventi di sistemazione idrogeologica degli alvei torrentizi ricadenti nella zona della Penisola Sorrentina. Il programma interesserà in particolare i rivi Foiano, Scuselle al Cognulo, Visanola e Piazza Grande.
Per queste opere risultano già stanziati e disponibili 10 milioni di euro, provenienti dai fondi CIPE 2010. Secondo quanto comunicato dalla Prefettura, il Comune di Castellammare di Stabia ha inoltre completato la predisposizione del relativo bando di gara, facendo così avanzare l'iter per l'affidamento degli interventi.
La questione della manutenzione e della messa in sicurezza dei corsi d'acqua del Faito è tornata al centro dell'attenzione proprio dopo l'ondata di maltempo del 25 settembre. Quel giorno precipitazioni particolarmente intense hanno interessato in maniera localizzata la Penisola Sorrentina: secondo l'Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del Cnr, sono stati registrati accumuli nell'ordine dei 75 millimetri in quattro ore, con picchi superiori ai 30 millimetri in un'ora. Le piogge hanno innescato colate di fango lungo i versanti del Faito, raggiungendo la zona costiera di Castellammare e provocando danni e disagi alla viabilità.
Le vasche borboniche da svuotare
Parallelamente agli interventi strutturali, il Comune ha già avviato le manovre d'urgenza sul rivo Scururillo e sulle aste torrentizie maggiormente interessate dagli ultimi smottamenti.
Le attività comprendono lo svuotamento delle vasche borboniche di laminazione e la rimozione dei sedimenti e dei blocchi lapidei trasportati a valle dai recenti fenomeni franosi.
Proprio nei giorni scorsi era stata segnalata la presenza di una grande quantità di detriti all'interno di una delle vasche di laminazione ai piedi del Faito, strutture realizzate storicamente per rallentare e contenere il deflusso di acqua, fango e materiale proveniente dai versanti.
Queste operazioni hanno per ora carattere transitorio. La Prefettura fa sapere che è prevista una progettazione integrativa e specialistica, da concordare a breve con la Regione Campania, per definire gli interventi necessari alla sistemazione definitiva delle aree maggiormente esposte.
Il precedente del 25 settembre
L'emergenza è scattata dopo il violento nubifragio del 25 settembre, quando diversi fronti del versante del Faito sono stati interessati da smottamenti e colate di fango. A Pozzano il materiale proveniente dalla montagna ha raggiunto la viabilità e la zona costiera, mentre la galleria di Santa Maria di Pozzano e la strada sottostante sono state interessate dai disagi provocati da fango e detriti.
Nei giorni successivi sono state adottate anche misure di sicurezza per alcune abitazioni e strutture della zona di Pozzano, mentre sono proseguiti i sopralluoghi e gli interventi di rimozione del materiale accumulato.
Già il 27 settembre, al termine di una riunione del Centro di coordinamento dei soccorsi a Castellammare, il prefetto Di Bari aveva annunciato l'intenzione di lavorare con Regione e Città Metropolitana a un piano di manutenzione ordinaria dei versanti e dei corsi d'acqua, con l'obiettivo di ridurre il rischio di nuovi fenomeni di ruscellamento.
Ora il confronto si sposta dunque dal fronte dell'emergenza a quello della prevenzione strutturale, con il finanziamento da 10 milioni di euro e il bando comunale che rappresentano i primi tasselli del programma di messa in sicurezza.
Le istituzioni hanno infine assicurato il mantenimento della massima attenzione sulla situazione del Monte Faito, attraverso un monitoraggio continuo delle aree interessate, in considerazione dell'arrivo della stagione autunnale e del rischio di nuove precipitazioni intense.
L'analisi di De Giorgio. «Pareggio giusto. Non possiamo sempre attendere uno schiaffo, soprattutto in casa dobbiamo osare di più»