E’ una querelle che si protrae da circa sette anni quella che riguarda il progetto per la costruzione dell’area portuale di Massa Lubrense. Dopo l’affidamento della procedura di riqualificazione del borgo alla società “Lobra s.r.l.”, numerosi sono stati i ricorsi presentati dalle associazioni di settore nel corso di questi anni in termini di sostenibilità ambientale. La questione risale al 2011, anno nel quale il Comune di Massa Lubrense aveva concluso la procedura di assegnazione sulla base di quanto statuito dalla Legge sul procedimento amministrativo del progetto. Avverso tale deliberazione furono presentati due diversi ricorsi da parte di un privato e dell’ente Bacino Fiume Sarno, accolti in primo grado, con statuizione confermata in Appello. La censura mossa al provvedimento riguardava il superamento del parere negativo emesso dal Bacino in sede di Conferenza dei Servizi, l’organo deputato, sulla base della L 241/90 a permettere, in caso di procedimenti complessi, la “comunicazione” tra i vari enti. In realtà, il WWF aveva espresso sin da subito riserve circa la realizzazione del progetto, in termini di impatto ambientale: «Si parlava di ristrutturazione dell’area portuale – racconta Claudio d’Esposito Presidente del WWF Terre del Tirreno - ma concretamente il progetto prevedeva una colata di cemento che non avrebbe risparmiato le spiagge superstiti ed un limoneto di 3000 mq per realizzare l’ennesimo mega parcheggio interrato, il tutto all’interno del Parco Marino di Punta Campanella».
Dinanzi all’ accoglimento in sede giurisdizionale di tali censure, il Comune di Massa Lubrense, si è impegnato, sulla base del principio di inesauribilità del potere della Pubblica amministrazione a rivedere il progetto escludendo le fasi considerate critiche in relazione al vaglio effettuato dal Giudice amministrativo. La questione ha visto di recente un’altra importante statuizione: quella del TAR che ha considerato inammissibile il ricorso presentato lo scorso anno da parte della stessa “Lobra s.r.l” che ha sottolineato come il successivo progetto, detto di stralcio, si prestasse ad un ulteriore limite: non era, a sua volta, stato oggetto di approvazione da parte della Conferenza dei Servizi.Il motivo di tale decisione è da ricercare nel fatto che la stessa società abbia deciso di ricorrere prima in sede civile richiedendo risoluzione e relativo risarcimento e poi in sede amministrativa. Sull’accaduto ha preso parola il Movimento per la tutela dell’ambiente sottolineando il permanere delle riserve manifestate ab origine. E’ sempre il Presidente Claudio D’ Esposito a dichiarare: «Il progetto di Ristrutturazione dell'Area Portuale di Marina Lobra, fortemente voluto dall’ex sindaco Leone Gargiulo ha rappresentato un pessimo esempio di amministrazione della cosa pubblica». La vicenda non è ancora conclusa, ovviamente. Si attendono, pertanto ulteriori risvolti.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.