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Massa Lubrense - Punta Campanella, folle corsa in mare: diportista guida con i piedi e pubblica il video sui social

Il filmato mostra un’imbarcazione sfrecciare ad alta velocità a pochi metri dalla costa di Punta Campanella. L’Area Marina Protetta ha già segnalato il video alla Capitaneria di Porto: «Comportamento irresponsabile che mette a rischio la sicurezza e danneggia l’immagine del comparto nautico».

tempo di lettura: 4 min
10/08/2026 10:40:43
Massa Lubrense - Punta Campanella, folle corsa in mare: diportista guida con i piedi e pubblica il video sui social

Una scena che ha fatto scattare l'allarme dell'Area Marina Protetta Punta Campanella. Un diportista è stato ripreso mentre conduce un'imbarcazione ad alta velocità nelle acque antistanti Punta Campanella, arrivando a guidare con i piedi.
Il video, successivamente pubblicato sui social, mostra una modalità di conduzione del mezzo particolarmente rischiosa. Le immagini sono state acquisite dall'AMP, che ha deciso di segnalarle alle autorità competenti.
Secondo quanto riferito dall'Area Marina Protetta, la segnalazione alla Capitaneria di Porto è stata effettuata già alcuni giorni fa, prima che il filmato iniziasse a circolare sui social.

Il video finisce all'attenzione delle autorità
L'episodio è ora oggetto degli accertamenti che potranno essere svolti dagli organi competenti. Saranno le autorità marittime a verificare le circostanze della navigazione e l'eventuale violazione delle norme previste per la conduzione delle imbarcazioni.
Particolarmente delicato è il contesto nel quale sarebbe avvenuta la navigazione: le acque di Punta Campanella, infatti, fanno parte di un'area marina protetta e sono interessate anche da attività subacquee autorizzate.
Proprio la possibile presenza di subacquei rende fondamentale il rispetto delle regole di navigazione e delle distanze di sicurezza.

«Il mare non è una pista»
A intervenire sulla vicenda è la presidente dell'AMP Punta Campanella, Carolina Mazzella, che invita a non limitare la riflessione alle eventuali sanzioni.
Per l'Area Marina Protetta, infatti, l'episodio rappresenta un esempio di quanto sia importante rafforzare la cultura della sicurezza tra chi conduce un'imbarcazione.
Conoscere le corrette modalità di navigazione, mantenere le distanze previste, prestare attenzione alla segnalazione della presenza di subacquei e rispettare le regole specifiche delle aree protette sono elementi fondamentali per evitare incidenti.

Il rischio per i subacquei
Uno degli aspetti più delicati evidenziati dall'AMP riguarda proprio la convivenza tra navigazione e attività subacquee.
Il mare è uno spazio condiviso e, soprattutto nelle zone frequentate dai sub, la prudenza alla guida delle imbarcazioni diventa essenziale. Una manovra effettuata ad alta velocità o senza la necessaria attenzione può trasformarsi rapidamente in un pericolo per chi si trova in acqua.
Per questo, secondo l'AMP, le norme non dovrebbero essere considerate soltanto come obblighi da rispettare per evitare una multa, ma come strumenti destinati a tutelare concretamente la vita delle persone.

«Chi lavora sul mare dovrebbe essere il primo custode»
Nella sua riflessione, Mazzella allarga il discorso anche agli operatori professionali della nautica e, in particolare, al settore dei charter.
Secondo la presidente dell'AMP, chi lavora quotidianamente in mare dovrebbe avere un interesse diretto alla sua tutela. L'ambiente marino rappresenta infatti una risorsa fondamentale per il turismo, la nautica e tutte le attività economiche che ruotano intorno alla costa.
Comportamenti irresponsabili, navigazione non rispettosa delle regole e danneggiamento degli ecosistemi rischiano, nel lungo periodo, di compromettere proprio quella risorsa dalla quale dipendono numerose attività professionali.

L'AMP chiede più formazione
Dalla vicenda nasce quindi anche una proposta: affiancare alla preparazione necessaria per ottenere la patente nautica un percorso più strutturato di educazione ambientale e corretta fruizione del mare.
L'obiettivo sarebbe fornire ai futuri diportisti e agli operatori una conoscenza più approfondita delle aree marine protette, delle attività subacquee, delle modalità di tutela degli ecosistemi e delle norme da osservare quando si naviga in presenza di subacquei.
Per l'AMP, non basta sapere che una determinata regola esiste. È necessario comprenderne la ragione, perché dietro una boa, una segnalazione o un limite di velocità può esserci la sicurezza di una persona.

Prevenzione prima delle sanzioni
L'Area Marina Protetta Punta Campanella auspica quindi un confronto tra istituzioni, autorità marittime, operatori del settore, associazioni e comunità dei subacquei.
L'AMP ha inoltre manifestato la propria disponibilità a mettere a disposizione competenze ed esperienza per contribuire alla realizzazione di iniziative di sensibilizzazione e formazione.
La linea indicata è chiara: la sicurezza in mare e la protezione dell'ambiente non possono essere affidate soltanto ai controlli effettuati dopo che un comportamento pericoloso si è verificato.
La prevenzione, la formazione e una maggiore consapevolezza di chi naviga vengono indicate come strumenti fondamentali per ridurre i rischi.

Le verifiche sulla condotta del diportista
Nel frattempo, il video resta nelle mani delle autorità competenti, alle quali spetterà ricostruire quanto accaduto e verificare eventuali responsabilità.
L'AMP, al di là degli accertamenti che saranno effettuati, lancia però un messaggio più ampio: il mare non può diventare una pista per corse improvvisate né uno scenario per esibizioni destinate ai social.

A Punta Campanella sicurezza, tutela dell'ambiente e rispetto delle attività che si svolgono in mare rappresentano aspetti strettamente collegati. Proteggere questo patrimonio, sottolinea l'Area Marina Protetta, significa tutelare anche il futuro delle attività turistiche e professionali che dal mare dipendono.

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