Continua a bruciare il Faito. Senza sosta da quindi giorni ormai. Ed intanto le polemiche sul mancato utilizzo dell’Ericsson s64, il super-elicottero antincendi, divampano di pari passo con le fiamme che stanno divorando le montagne dei lattari. Polemiche che però il presidente del parco, Tristano Dello Ioio, vorrebbe per ora mettere da parte. «Chiedo a tutti di evitare le polemiche in questo momento in cui l'emergenza prevale. Mi auguro che sarà poi la magistratura a far luce su tutto l'accaduto, piromani e inadempienze» ha detto.
Più duro, invece, il sindaco di Vico Equense, Andrea Buonocore, che commenta proprio il mancato impiego dell’Ericsson. «A Moiano quel mezzo governativo è stato risolutivo. Continuano a mandarci velivoli inidonei» ha sottolineato.
Martedì il super-elicottero sorvolò la zona, infondendo speranza nei cittadini e negli stessi operatori di soccorso all’opera tra le fiamme. Ma si trattò di un volo di ricognizione, non seguito da un impiego effettivo.
Le fiamme hanno ormai raggiunto anche Pimonte e Lettere dive il canadair e i due elicotteri antincendio sembrano non riuscire ad avere la meglio sui vari roghi. L’immagine che arriva a valle è quella di una montagna in ginocchio, avvolta da fiamme e fumo, contro cui l’uomo appare inerme.
L’appello a far ritornare operativo sui lattari l’Ericsson si fa sempre più forte. «Il Canadair ha lavorato per dieci ore – ha spiegato Dello Ioio – ed il suo impiego è costato 140 mila euro. Un Ericsson costa invece 50 mila euro».
Abbandonati ed ormai allo stremo delle forze fisiche e mentali sono invece gli operatori turistici e gli imprenditori della zona. Sono rassegnati al fatto che questa catastrofe abbia messo la parola fine alle loro attività e vedono con pessimismo il futuro del parco.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.