c. L'inchiesta dell'antimafia di Reggio Calabria rischia di portare nelle aule di tribunale Antonio, Fabio e Michele Di Martino con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga. Secondo i pm calabresi dal 2008 al 2012 il cartello che gestisce il business della droga tra Gragnano e i Lattari avrebbe importato ingenti carichi di cocaina e marijuana per invadere le piazze di spaccio del vesuviano. Decine di viaggi in macchina per spostare chili e chili di stupefacenti acquistati dalle mani dei membri della 'ndrangheta e in particolare dalla ndrina dei "Libri". Un patto commerciale tra clan di camorra e 'ndrangheta così è stato definito dall'antimafia calabrese che per l'inchiesta "Cosmos" si è avvalsa anche delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia. I figli del boss o lione sono indagati a piede libero per questa inchiesta e negli ultimi giorni di fronte al giudice per l' udienza preliminare la difesa dei rampolli dei Di Martino ha calato un asso. Infatti secondo la difesa alcuni acquisti di droga che vengono addebitati, tramite dichiarazioni dei pentiti, ad Antonio Di Martino sono completamente inventati di fatti in quelle date lui sarebbe stato rinchiuso in galera per altri reati. Un colpo di scena che ha costretto il giudice a rinviare la decisione sul rinvio a giudizio, infatti è stata chiesta all'amministrazione penitenziaria documentazioni per verificare la tesi della difesa di Di Martino ovvero se fosse in carcere o meno.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.