Sui monti Lattari sono gli Afeltra – Di Martino a gestire le attività illecite. E’ quanto emerge dall’ultima relazione della Dia, in riferimento alla presenza e influenza delle cosche sui vari territori. Il clan Afeltra – Di Martino sarebbe alleato con i D’Alessandro di Castellammare e sarebbe dedito alle attività di estorsione, spaccio e coltivazione di stupefacenti. In prevalenza marijuana, coltivata proprio tra i boschi dei monti Lattari. Un business che, soprattutto nei mesi estivi (ovvero quando avviene la raccolta della marijuana) consente alla cosca dei Lattari di rimpinguare le proprie casse, con cifre a nove zeri. Del resto, la marijuana fatta in casa è molto richiesta non solo sui droga – shop locali e della Campania, ma viene esportata anche in altre regioni d’Italia, come ad esempio Lazio, Puglia e Calabria. E’ Gragnano il comune dove si svolgerebbero gli affari più remunerativi per il clan, che mantiene sotto controllo anche gli altri comuni dei monti Lattari. In particolare, a seguito della scarcerazione di un ex componente storico del disciolto clan Imparato (soltanto omonimo di quello attivo a Castellammare al Savorito e, in passato, contrapposto ai D’Alessandro) si sarebbe costituito un sottogruppo operativo a Pimonte e Agerola, dedito prevalentemente alle estorsioni. Un’attività che terrebbe sotto pressione imprenditori e commercianti, soprattutto in tre occasioni particolari dell’anno: Natale, Pasqua e Ferragosto.
Dopo cinquant'anni di attesa e un lungo percorso di recupero, la storica struttura nel cuore del rione San Marco viene restituita alla comunità con l'inaugurazione del nuovo centro polivalente alla presenza del sindaco Luigi Vicinanza.