È latitante ormai dal dicembre del 2018 e pochi giorni fa è riuscito a sfuggire all'ennesimo blitz delle forze dell'ordine. Il boss Antonio Di Martino è di fatto introvabile da 18 mesi nonostante gli sforzi di polizia di Stato e carabinieri che sono sulle sue tracce. Secondo fonti investigative, il boss starebbe contando sull'appoggio di alcuni fedelissimi del clan che nei boschi dei Lattari stanno facendo di tutto per nasconderlo. La pericolosità del Di Martino è fuori discussione: nell'inchiesta Olimpo è descritto come un capo clan sanguinario pronto a tutto pur di fare rispettare la sua legge nel territorio di Gragnano e Pimonte. Per la DDA, insieme al fratello Fabio Di Martino (al momento ai domiciliari), è lui a gestire gli affari di famiglia, dalle estorsioni allo spaccio. E proprio sulla vendita di stupefacenti che si basa l'ultima ordinanza di custodia cautelare a suo carico emessa in settimana. Il boss è ritenuto a capo dell'organizzazione criminale di Gragnano che avrebbe stretto un'alleanza con i D'Alessandro di Scanzano. Un'alleanza sancita anche con un matrimonio con un figlio di Leonardo o' Lione e la figlia del boss Paolo Carolei. Per la DDA, Di Martino riforniva di marijuana la cosca stabiese che di fatto la rivendeva all'interno delle piazze di spaccio. Tuttavia, dopo l'operazione dei carabinieri di qualche settimana fa, risulta latitante anche un ras di Scanzano, Giovanni D'Alessandro che è riuscito a sfuggire al fermo. I carabinieri stanno setacciando il comprensorio stabiese per stanarlo e notificargli l'ordinanza di custodia cautelare in carcere nell'ambito del blitz antidroga.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.