Matteo Morvillo e Amedeo Valestra (Instagram)
Ci sono quattro campani tra 28 giovani altruisti scelti dal Capo dello Stato Sergio Mattarella come 'Alfieri della Repubblica'.
-Francesco CORREALE, 18/12/2008, residente a Roccapiemonte (SA) - Per l'impegno e il senso di solidarietà con cui ha affrontato le fasi immediatamente successive alla disastrosa esondazione del torrente Solofrana. Il suo operato è una prova della resilienza delle comunità che vivono in territori fragili. Esemplare è stato il contributo di Francesco come volontario nei giorni dell'esondazione del torrente Solofrana, avvenuta a Roccapiemonte nel novembre del 2022. Animato da un forte senso civico e da un profondo attaccamento al territorio, Francesco fa parte fin dall'adolescenza del nucleo Protezione civile del proprio paese, e di fronte alla grave emergenza non ha esitato a mettersi a servizio della comunità con altruismo e spiccata capacità di collaborazione.
Matteo Morvillo e Amedeo Valestra (Instagram)
-Matteo MORVILLO, 11/8/2007, e Amedeo VALESTRA, 26/12/2007 residenti a Massa Lubrense (NA) - Per aver creato una originale app, volta a ridurre lo spreco alimentare. La sua amicizia con Amedeo è diventata una forza creativa, capace di promuovere responsabilità ambientale e in questo modo di contribuire al bene comune. Matteo Morvillo e Amedeo Valestra, amici fin da bambini, hanno unito la passione per la tecnologia con quella della cucina dando vita a "Cucinalo", una app che persegue l'obiettivo di ridurre lo spreco alimentare domestico e promuovere uno stile di vita più sostenibile. Fotografando i cibi presenti nel frigorifero, la app suggerisce ricette personalizzate e guida l'utente nella preparazione dei pasti.
-Emilia ZARRONE, 25/5/2012, residente ad Alife (CE) - Per aver dimostrato, fin dalla più tenera età, grande sensibilità ed empatia nei confronti di un compagno di classe con disturbo dello spettro autistico. La dolcezza della loro amicizia è stata raccontata anche in un libro realizzato dallo stesso compagno. Emilia è stata, fin dalla scuola primaria, un punto di riferimento costante e affidabile per un compagno di classe con disturbo dello spettro autistico, costruendo con lui una sincera amicizia, che si è fatta presenza, fiducia e sostegno nei momenti di difficoltà. Cresciuti insieme, i due proseguono ancora oggi con affiatamento il loro percorso scolastico, come dimostra un libro scritto proprio dal compagno di Emilia.
L'Alfiere Emilia e Nicolò, un'amicizia nata sui banchi di scuola
(di Antonio Pisani) Si conoscono da sempre Emilia e Nicolò. E da sempre Emilia si prende cura di Nicolò, affetto da disturbo dello spettro autistico; lo fa in classe, fuori dalla scuola, alimenta i sogni e le fantasie di Nicolò, come nel caso dell'arcobaleno tanto amato dal ragazzo, che in estate non si forma ma che con Emilia diventa realtà, tanto da dar vita ad un racconto. Entrambi alunni di terza media - lei 14enne, lui 13enne - Emilia è stata nominata alfiere della Repubblica proprio per la grande sensibilità ed empatia mostrate nei confronti di Nicolò. Dalla prima elementare Emilia è un punto di riferimento costante per l'amico. Luca, papà della 14enne (con la moglie Franca hanno altri due figli maschi di 15 e 10 anni, Giuseppe e Vincenzo), ricorda che "Emilia già in piccola età accompagnava Nicolò in bagno, e quando si alzava in classe gli diceva di sedersi, quasi come fosse un genitore; nessuno le hai mai chiesto di farlo, lei gli stava vicino in modo naturale". Un legame spontaneo e dolce cementato negli anni, divenuto poi un legame profondo tra le famiglie, che escono insieme nel weekend, e trascorrono insieme le feste, come la recente Pasquetta. E quando Emilia non c'è, Nicolò subito si informa. Anche stasera le due famiglie si vedranno, e ad Emilia sarà detto della nomina di cui ancora non sa nulla. "Gli faremo una sorpresa" dice il papà. Un legame talmente profondo, quello tra i due ragazzi, che a fine 2024 i pensieri e i disegni che Nicolò ha espresso sull'amica di sempre alla propria terapista Federica Di Nardo sono finiti in un racconto "Alla ricerca dell'arcobaleno perduto", che Luca Ferro, poliziotto della Stradale e papà di Nicolò è riuscito a far pubblicare, grazie alla sensibilità del dirigente della Polstrada di Caserta Ludovico Mitilini, grazie al piano di assistenza intitolato a 'Marco Valerio' della Polizia di Stato riservato ai figli minori degli appartenenti al corpo. Il libro fu presentato nel novembre 2024 dal Capo della Polizia Vittorio Pisani nel corso dell'evento di presentazione del calendario 2025, alla presenza del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. "Il legale tra Emilia e Nicolò è qualcosa di unico e speciale, perciò presentai la candidatura di Emilia come alfiere" dice con emozione il papà del ragazzo. Anche il sindaco di Alife Fernando De Felice si emoziona nel pensare al legame che c'è tra i due giovanissimi. "Vedendoli insieme - dice - si nota subito l'attenzione e la cura che Emilia ha per Nicolò. Sono un orgoglio per Alife, perché trasmettono in modo forte e diretto valori fondamentali per una comunità come la solidarietà e l'umanità".
Francesco, giovane Alfiere di Roccapiemonte 'fare buona azione riempie cuore'
Aveva appena 14 anni ma di fronte ad una grave emergenza non esitò a mettersi al servizio della sua comunità per salvare vite umane. "Impegno e senso di solidarietà" che sono valsi a Francesco Correale, 17enne di Roccapiemonte (Salerno), il riconoscimento di Alfiere della Repubblica da parte del capo dello Stato, Sergio Mattarella. Il giovane volontario del nucleo di protezione civile del Comune di Roccapiemonte, nel novembre 2022, partecipò ai soccorsi per l'esondazione del torrente Solofrana. "Ero appena tornato da scuola - ricorda Francesco Correale - quando l'allora coordinatore Carmine Senatore mi chiamò per chiedere un aiuto. C'era da liberare la strada e mettere in sicurezza gli ospiti di una casa di riposo. Mi precipitai subito sul luogo dell'allagamento, c'erano persone che rischiavano di perdere la vita e da volontario diedi il mio contributo". Nelle motivazioni che gli sono valse il prestigioso riconoscimento, vengono evidenziati "l'altruismo, il senso civico, l'attaccamento al territorio e la spiccata capacità di collaborazione". Doti di un ragazzo che si è avvicinato giovanissimo al mondo della protezione civile. "Ho iniziato a 11-12 anni, partecipai ad un campo scuola che fecero in associazione e da lì non ho più smesso. In epoca Covid diedi una mano con le prenotazioni per i vaccini, ora partecipo alla consegna dei beni alimentari per i bisognosi e sono sempre pronto a dare una mano in paese per chi ha bisogno di assistenza". Qualche giorno fa, quando gli è stata comunicata la notizia, Francesco non riusciva a credere ai suoi occhi. "Non è una cosa che accade tutti i giorni, io svolgo il ruolo di volontario senza nulla a pretendere. Questo riconoscimento è stato del tutto inaspettato", ha aggiunto il 17enne che frequenta il quarto anno del liceo scientifico "Rescigno" nel suo comune. "Non sono un simbolo, anche perché è frutto di un lavoro di squadra. Ma spero che questo riconoscimento possa far capire ai miei coetanei cosa significa essere volontario. Si pensa spesso che è un'attività inutile perché non si ha nulla in cambio. A loro voglio dire che fare una buona azione è una cosa che ti riempie il cuore e ha un valore inestimabile". Un modello positivo, elogiato anche dal sindaco Carmine Pagano. "Ancora una volta i giovani di Roccapiemonte dimostrano di avere a cuore il bene sociale e in particolare della nostra comunità", le parole del primo cittadino che nelle scorse ore ha fatto visita a volontari, guidati dal coordinatore Umberto Cerrato. "Come Ente siamo vicini ai ragazzi provando a far emergere e premiare il merito, il loro talento. Abbiamo avuto negli ultimi anni la premiazione di vari giovani come Alfieri della Repubblica, così come eccellenze sono emerse in tanti settori, in particolare della musica e dello sport. A Francesco i complimenti per il suo impegno nel volontariato, con la speranza che possa essere da esempio a tanti altri ragazzi".
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