Un disastro di dimensioni incalcolabili. Questo è il rischio che si corre in queste ore sul Monte Molare, dove da due giorni è divampato un violento incendio, che i soccorritori stanno provando invano a domare. Le fiamme, infatti, hanno oltrepassato l'area in cui si trova il santuario di San Michele Arcangelo e si stanno avvicinando con rapido incedere verso le antenne, alimentate da un serbatoio contenente 15mila litri di gasolio. Appare dunque evidente che, qualora l'incendio dovesse propagarsi fino al serbatoio, non ci sarebbe scampo per la montagna e una violenta esplosione rischierebbe di mettere a repentaglio non solo i centri abitati del territorio, ma anche i Comuni limitrofi, verso i quali l'onda andrebbe a propagarsi con conseguente diffusione nell'aria di una quantità notevole di sostanze tossiche. L'estate del Faito, dunque, rischia di chiudersi nel peggiore dei modi e sarà fondamentale evitare questo disastro ambientale per mitigare in parte i danni che hanno interessato la montagna simbolo dei Lattari. Nella giornata di ieri un gruppo di 60 volontari interforze ha operato sul Monte Faito, versante Pimonte e Monte Molare. L’incendio, che al momento sta interessando il sottobosco e le sterpaglie, continua ad essere la propagazione di quello, mai del tutto domato, che ha interessato nel periodo di Ferragosto la località di Moiano sopra Vico Equense. A 1330 metri di altezza e con il vento che soffia in maniera veemente, resta difficile e pericolosa qualunque attività da terra e risulta altresì complessa, per via dei tralicci e dei numerosi cavi dell’alta tensione presenti, anche l’attività di bonifica via cielo da parte di elicotteri e canadair. Nei pressi del centro sportivo di Pimonte è stata allestita una vasca da 30mila litri per consentire il prelievo di acqua dolce ed un intervento dal cielo il più veloce ed efficace possibile. La distanza rispetto ai serbatoi nei pressi delle antenne per ora è abbastanza marcata, ma la rapida avanzata delle fiamme non lascerà scampo senza un intervento solerte. Nel frattempo, pare che la Terna stia temporeggiando in merito al distacco della corrente in quei luoghi, iniziativa che sarebbe provvidenziale per agevolare l'azione degli elicotteri e dei canadair, il cui getto d'acqua inevitabilmente finirebbe per coinvolgere i cavi della corrente elettrica. Ore di tensione, dunque, si stanno vivendo sul Molare, mentre si attendono le prime piogge per restituire un minimo di "normalità" ad un monte piombato di colpo nell'inferno più totale.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.