Cronaca
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Castellammare/Monti Lattari - Armi da fuoco e sangue, vendette e criminalità. I business floridi della violenza: basta la repressione?

Ci sono i criminali che alzano la testa e indagini che aspettano di vedere una conclusione, mentre circolano in zona troppe armi con troppa facilità.

tempo di lettura: 2 min
di Giovanni Stanzione
09/10/2017 09:06:51
Castellammare/Monti Lattari - Armi da fuoco e sangue, vendette e criminalità. I business floridi della violenza: basta la repressione?

Immagine di repertorio non collegata alla notizia

Troppi spari, troppe le bocche da fuoco che tornano a far sentire la propria voce nel comprensorio stabiese e dei monti Lattari. È da circa due anni, ormai, se non più, che criminalità grande e piccola, affari di droga, di racket e altri business, stanno tornando a farsi pesantemente sentire sul territorio. Ci sono i criminali che alzano la testa e indagini che aspettano di vedere una conclusione, mentre circolano in zona troppe armi con troppa facilità.

In appena due giorni tra Gragnano e Pimonte ben due episodi hanno destato i tranquilli sogni di cittadini e amministratori, impegnati nel contrasto a poteri oscuri e alla violenza dilagante. È stata solo una fortuna che le forze dell’ordine abbiano bloccato il 36enne gragnanese che venerdì sera voleva “vendicare un affronto” a colpi di fucile. Si era appostato in un vicolo attendendo il titolare di un bar di via Roma. Fermato dai militari è stato lui stesso a dire: “Stavo per compiere una pazzia”. Una vera e propria pazzia, invece, quanto accaduto ieri a Pimonte. Scene da far west, dicono alcuni, e un ristoratore rimasto gambizzato. Forse un tentativo di rapina, una lite, dissidi lavati col sangue. Sono in molti anche sui social a chiedersi: “Cosa sta succedendo?”.

Il problema forse sta in culture antiche di affronti e di vendette, mentre tutto intorno nei paesi circolano nelle strade armi, droga e chi le vende, catene complete di distribuzione. Persone che hanno trovato risposte nella criminalità in momento difficili in cui era arduo persino mettere il cosiddetto piatto in tavola. In molti hanno ancora bene a mente il terribile agguato del novembre 2015 con protagonista un altro famoso ristoratore di Gragnano, tutti hanno più o meno sentito il riverbero a Castellammare dell’omicidio consumatosi ad inizio luglio ad Agerola. Repressione? Certo, ma di questi tempi senza un’adeguata campagna di cultura e scolarizzazione non è sicuro che basti e i nostri territori non possono permettersi di “perdere” altre generazioni ed altro tempo.

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