Attenzione massima delle Prefetture sui territori a rischio criminalità. È questo l’imperativo del Ministero dell’Interno che prova a prevenire possibili infiltrazioni camorristiche a causa della crisi economica dovuta all’emergenza Covid-19. Le associazioni criminali storicamente riescono a radicarsi in contesti sociali disagiati e in condizioni di povertà ed è proprio per questo motivo che il ministro Luciana Lamorgese ha chiesto ai prefetti la massima attenzione. Anche a Castellammare di Stabia l’allerta è alta. I clan stabiesi, come è emerso dalle numerose inchieste giudiziarie, sono stati in grado di inquinare il commercio e di inserirsi all’interno della pubblica amministrazione intercettando appalti e gare di tutti i tipi.
In piena emergenza coronavirus, i settori che potrebbero essere colpiti dalla crisi sono quello turistico alberghiero, la ristorazione ma anche le piccole e medio imprese. Attività, quindi, molto diffuso nel comprensorio di Castellammare. Su di loro è rivolta l’attenzione della magistratura che proverà ad evitare qualsiasi pressione criminale. Nell’area stabiese le cosche riescono ad incrementare i propri guadagni grazie al racket ai danni dei commercianti e di semplici cittadini. Per quanto riguarda le estorsioni, la pressione delle associazioni criminali potrebbe bloccare qualsiasi tentativo di ripresa nonostante i grandi passi in avanti (per quanto riguarda le denunce) degli ultimi mesi grazie al lavoro congiunto di forze dell’ordine, Circolo della Legalità, Ascom che hanno risvegliato la coscienza sociale degli stabiesi.
Da non sottovalutare anche l’usura. Il sindaco Gaetano Cimmino ha parlato di circa 3mila famiglie in difficoltà economiche e che hanno fatto richiesta per il buono spesa ma non tutte sono state accolte dal Comune. E il timore è che diversi cittadini, pur di superare questo periodo di difficoltà, possano rivolgersi agli usurai e divenire presto vittime del sistema.
Insomma, un contesto quello di Castellammare tutt’altro che semplice da affrontare. L’ottimo lavoro svolto dalle forze dell’ordine sul territorio, e soprattutto quello dell’Antimafia che negli anni ha inflitto duri colpi ai clan stabiesi, lascia ben sperare per il futuro. Il timore è che l’emergenza contribuisca a far rialzare la testa alle cosche di Castellammare, quasi del tutto decapitate nei mesi scorsi, anche a causa di possibili scarcerazioni eccellenti come sta accadendo in diverse parti d’Italia. La battaglia contro la criminalità è tutt’altro che conclusa: i prossimi capitoli sono ancora da scrivere.
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