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Castellammare - Un patto fra tre clan per uccidere un rivale: Di Martino 'o profeta' fra i registi dell'omicidio Autuori

I fatti risalgono all'omicidio Autuori di Battipaglia nel 2015. I Cesarano organizzarono il raid mortale per conto del clan Pecoraro - Renna

tempo di lettura: 2 min
di Gennaro Esposito
28/04/2019 11:58:22
Castellammare - Un patto fra tre clan per uccidere un rivale: Di Martino 'o profeta' fra i registi dell'omicidio Autuori

Un patto fra quattro clan per uccidere un rivale, Aldo Autuori che voleva impossessarsi del business dei trasporti nel salernitano. Ad ordinare l'omicidio il clan Pecoraro - Renna di Piana del Sele ma ad organzzarlo e realizzarlo sono stati i Cesarano di Castellammare in compagnia dei Mallardo di Giugliano. Fra i registi dell'operazione Luigi Di Martino 'o profeta, al momento in carcere. Il ras della cosca di Ponte Persica, secondo quanto ricostruito dai carabinieri e dalla DDA di Salerno, sarebbe stato contattato da Francesco Mogavero ed Enrico Bisogni per eliminare un rivale in affari che dall'uscita dal carcere aveva iniziato a lavorare senza il permesso della cosca locale nel settore dei trasporti. Per questo motivo doveva morire e ad organizzare il raid fu lo stesso Di Martino che a sua volta allertò i Mallardo di Giugliano che di fatto hanno realizzato l'omicidio. 

Tre clan alleati che si uniscono per uccidere un rivale. Il nemico di uno diventa di fatti il nemico di tutti e anche se i Mallardo e i Cesarano non avevano interessi nel salernitano, per non venir meno all'alleanza hanno comunque portato a termine l'omicidio. Nuova accusa quindi nei confronti di Luigi Di Martino oltre a quelle per estorsioni collezionate nei mesi scorsi. O' profeta è una delle personalità di spicco della camorra stabiese, della cosca dei Cesarano attiva nel quartiere Ponte Persica. Negli anni è riuscito ad estendere il suo controllo anche nei territori lontani da Castellammare, stringendo alleanze e accordi con i Ridosso Loreto di Scafati e come testimonia l'ultima operazione delle forze dell'ordine, spingendosi fino al salernitano. Il "favore" fatto dai Cesarano ai Pecoraro - Renna nel caso Autuori, secondo la DDA sarebbe stato ricambiato anche in altri modi, dalla vendita di stupefacenti o quella di armi. 

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