Un arresto ogni cinque giorni, sequestri per oltre 3 milioni di euro ai clan, smantellate diverse piazze di spaccio e scoperchiato il sistema delle estorsioni agli imprenditori di Castellammare con l’inchiesta Olimpo. E’ stato un anno nel quale la lotta fra Stato e camorra è continuata senza esclusioni di colpi con l’apice raggiunto nel dicembre scorso. Dal mese di gennaio 2018, le forze dell’ordine hanno condotto numerose operazioni in tutto il comprensorio stabiese che hanno portato all’arresto di ben 79 persone, una media di un affiliato ogni cinque giorni. I fermi sono stati quasi tutti per spaccio (41), seguiti da quelli per estorsione (21) passando per i raid e violenze diffuse (17).
Numeri importanti anche per il sequestro di sostanze stupefacenti: la marijuana resta quella più venduta a Castellammare e Comuni limitrofi, meno l’hashish e la cocaina. Nel primo caso sono stati sequestrati circa 420kg, nel secondo 140 kg, nel terzo poco meno di 1kg. Ipotizzando un prezzo di mercato intorno ai 5 mila euro al kg per la marijuana, 4 mila per l’hashish e 40mila per la cocaina, il numero dei sequestri diventa spaventoso: quasi 4 milioni di euro, se si aggiungono anche le 6mila piante di cannabis distrutte prima della vendita.
Le operazioni. Dal blitz contro la famiglia Fontana all’inchiesta Olimpo, tutto in 12 mesi. L’anno criminale stabiese è partito con l’arresto di 8 Fontana colpevoli di aver portato a termine dei raid armati nel 2017, durante i quali si sarebbe compiuto anche un rito di iniziazione per un giovanissimo stabiese, anche lui fermato. Pochi mesi più tardi, i carabinieri, agli ordini del maggiore Donato Pontassuglia, hanno smantellato la piazza di spaccio del centro antico dedita alla vendita della Speedball, un mix pericolosissimo di diverse sostanze stupefacenti che veniva venduto in tutto il territorio comunale. In questo blitz furono fermate 13 persone. La terza e ultima maxi operazione delle forze dell’ordine è stata nel mese di dicembre quando ad essere arrestate sono state 14 persone nell’ambito dell’inchiesta Olimpo, argomento centrale della politica e della vita pubblica stabiese da oltre un mese. Indagini lampo invece per diversi raid armati nel centro città: dall’aggressione alla sala giochi contro un 19enne fino alla sparatoria di via Bonito.
Olimpo. E’ sicuramente l’operazione più importante a Castellammare negli ultimi anni. Un indagine partita nel lontano 2009 dopo l’omicidio Tommasino e che ha dato i suoi frutti il 5 dicembre scorso. D’Alessandro, Carolei, Di Martino, Cesarano: tutti sono stati coinvolti nel blitz che ha portato 14 arresti e 21 indagati. Arresti che hanno paralizzato l’opinione pubblica e quella politica. Uno dei punti centrali dell’indagine è la riqualificazione dell’area ex Cirio che sarebbe stata gestita dai Carolei e dai D’Alessandro per volontà di Vincenzo D’Alessandro e Paoluccio Carolei. E proprio il giorno prima il consiglio comunale che avrebbe decretato la diminuzione dei prezzi dell’housing sociale, che avrebbe provocato un duro colpo agli imprenditori, è stata sciolta l’amministrazione Pannullo. L’ex sindaco non si è mai nascosto e ha puntato il dito sempre contro la camorra: a distanza di quasi un anno, le sue parole dovranno essere riconsiderate. Dopo gli arresti, bisogna ricorda la risposta della camorra con il falò al Savorito contro i pentiti che ha lanciato Castellammare sulle cronache nazionali. A distanza di due settimane da quel gesto, un'operazione interforze ha individuato i responsabili.
Gli arresti eccellenti. Con Olimpo sono finiti in carcere personaggi di spicco della scena criminale stabiese fra cui anche un imprenditore, Adolfo Greco. La sensazione, però, è che quest’ann possano esserci importanti novità in merito con il secondo filone dell’indagine che potrebbe colpire anche i colletti bianchi stabiesi. Il 2018 è stato inoltre l’anno dell’arresto di Francesco Solimene, boss del Savorito che si è consegnato ad inizio anno; di Nino Spagnuolo, coinvolto in un’estorsione a Sant’Antonio Abate; suo figlio, arrestato per rapina a mano armata; il ras del centro antico Vincenzo Di Palma. Agli arresti bisogna contrapporre due pericolose scarcerazioni: Gigginiello D’Alessandro, fratello del defunto capo clan Michele, e Vincenzo D’Alessandro, boss sanguinario che ha lasciato il carcere nel dicembre scorso. Saranno loro, probabilmente, a gestire la cosca di Scanzano.
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