«Non siamo e non vogliamo essere indifferenti ed è per questo che pretendiamo di essere partecipi dei "come", dei "quando" e dei "perché" che ruotano attorno alla questione "acque stabiane"». Così, in una nota, l’associazione “Gli Amici della Filangieri” che sottolinea come siano ormai passati quaranta giorni dalla manifestazione per la tutela delle acque stabiane e «trenta da quando abbiamo fatto richiesta ai commissari, con regolare protocollo, di un incontro pubblico per informare la cittadinanza sullo stato attuale del nostro patrimonio idrico». «Appare, dunque, piuttosto contraddittorio l'atteggiamento della triade commissariale, la quale, da un lato, etichetta come "indifferenti" noi stabiesi, mentre, dall'altro, non solo è risultata assente al termine di una più che partecipata manifestazione - totalmente pacifica e scevra da ogni tipo di condizionamento partitico - ma ci lascia anche nell'assoluto silenzio per una istanza fatta nell'ottica di avviare un processo di partecipazione collettiva per una questione fortemente sentita dall'intera città – si legge ancora nella loro nota stampa - La nostra non è stata una passerella, non è stato un evento-spot, non dobbiamo candidarci e non abbiamo mai avuto intenzione di farlo. Abbiamo "semplicemente" a cuore le sorti di un bene che definire primario ed identitario per noi stabiesi è pressoché riduttivo. Vogliamo "semplicemente" conoscere quando potremo finalmente fruire di nuovo delle nostre acque e, se non possiamo farlo, capire cosa ce lo impedisce e cosa si può fare per riottenerle. È così difficile?! Noi crediamo di no. Non siamo e non vogliamo essere indifferenti ed è per questo che pretendiamo di essere partecipi dei "come", dei "quando" e dei "perché" che ruotano attorno alla questione "acque stabiane". In caso contrario, ci troverete di nuovo in piazza!». Quindi concludono con l’eloquente motto: «St’acqua mm’è ssanghe, mme coce».
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