Nuova puntata di una serie interminabile. Il processo che ha portato al fallimento delle Terme di Stabia continua a regalare sorprese soprattutto per quanto riguarda le consulenze che ci furono in quel periodo, nel 2014. Una di queste sarebbe stata affidata anche al cognato dell'ex sindaco Nicola Cuomo, Paolo Giugliano, commercialista, che aveva il compito di dirigere una perizia avente in oggetto la stima del congruo anno di affitto delle Antiche e Nuove Terme e del congruo valore di contratto di fitto dell'azienda. Per questo lavoro, che venne esaltato pubblicamente dal sindaco dopo la bocciatura del concordato dal Tribunale di Torre Annunziata, almeno secondo le intenzioni iniziali, non doveva percepire denaro. Giugliano, tuttavia, avrebbe chiesto di essere inserito nel passivo della società per una somma da 40mila euro. Questa si aggiungerebbe a quella di un'altra consulenza, costata 75miila euro, portata avanti da un pool di esperti durante la stesura del concordato preventivo che poi venne bocciato dal Tribunale oplontino. Un fallimento costoso, quindi, quello delle Terme di Stabia con nuove ombre che aleggiano sulla passata amministrazione Cuomo.
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