«È necessario riaprire la Stazione Terme per la città e i suoi lavoratori, pertanto non condividiamo la scelta del presidente Eav di tenerla chiusa perché ciò priva, ormai da anni, un bacino d’utenza di un servizio necessario». Così i sindacati di Fincantieri Fim e Cisl che si schierano al fianco del sindaco Gaetano Cimmino nella polemica scoppiata quest'oggi per la fermata nella periferia sud della città. «Limitarsi ad affermare che ciò può accadere solo con la riapertura delle Terme Antiche, cosa che ci auguriamo avvenga al più presto, è inammissibile in quanto quella fermata è strategica sia per il centro Antico e sia soprattutto per i lavoratori e l’indotto di Fincantieri, che quando ne hanno avuto la possibilità ne hanno usufruito in maniera giornaliera - spiegano -. Una richiesta che avviene su sollecitazione di centinaia di lavoratori che chiedono a gran voce di poter attivare una fermata che attendono ormai da diversi anni, è la sua indisponibilità siamo sicuri rappresenta un errore di merito da parte dell’azienda di trasporti regionali».
«D’altronde va in contrasto rispetto ad un contesto sociale, tanto sollecitato dalle istituzioni,in cui giustamente si valorizzano le politiche green e l’uso dei mezzi pubblici, per contrastare l’inquinamento e il traffico di autoveicoli. In virtù di ciò invieremo una missiva al presidente della Regione chiedendo un suo intervento diretto per la risoluzione di tale problematica nell’interesse della città e dei suoi lavoratori, sul solco di un impegno sindacale mirato a valorizzare tutte le risorse sia interne che esterne al nostro stabilimento» concludono.
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