«Sento il fiato sul collo della camorra». Sono state queste le parole di Antonio Pannullo, sindaco di Castellammare, durante la presentazione della giunta venerdì mattina. Dopo queste frasi, si è scatenata l'opinione pubblica e, ovviamente, anche le forze politiche di opposizione che hanno chiesto al primo cittadino di chiarire il motivo delle sue dichiarazioni. Da due giorni in città non si parla d'altro: i cittadini vogliono sapere e sono in attesa dei chiarimenti di Pannullo. Nel frattempo, anche il Presidente dell'Ascom di Castellammare, Johnny De Meo, ha commentato la questione: «Non ho sentito ancora il sindaco ma sono parole che devono far riflettere. Invece di pensare subito a qualcosa di eclatante nella macchina comunale, perchè non pensiamo a quello che accade tutti i giorni in città? Basti pensare al parcheggiatore abusivo, agli ambulanti e a tutti gli esempi di piccola criminalità. Chi crede che dietro queste persone non ci sia nulla, si sbaglia. Sappiamo tutti che bene o male si vanno a finanziare le casse della camorra. E' un discorso molto ampio ma invito il sindaco a chiarire nelle sedi opportune quelle che sono state le sue dichiarazioni. Sicuramente le frasi di Pannullo non hanno avuto degli effetti negativi sul commercio e sul turismo». Diversi cittadini, invece, non sono dello stesso parere e chiedono spiegazioni: «Pannullo non può lanciare la bomba e poi rimanere in silenzio. Sono frasi importanti che hanno colpito la nostra città. Anche il nome è stato danneggiato e quindi è giusto che si chiarisca il tutto. Ci sono infiltrazioni? Fuori i nomi e si faccia partire un'inchiesta della Procura. Noi vogliamo trasparenza». Sulla stessa lunghezza d'onda anche alcuni commercianti: «Non sappiamo cosa abbia spinto il sindaco a parlare di camorra e a fare quelle dichiarazioni così pesanti. Chiediamo, forse come tutti, un chiarimento perchè siamo i primi a volere fuori la camorra dalla nostra città. Con l'aiuto delle forze dell'ordine si può fare finalmente pulizia». A commentare le dichiarazioni anche la vedova del consigliere comunale Gino Tommasino, ucciso nel febbraio del 2009. In una mini intervista rilasciata al Mattino, spiega: «Perchè non fa i nomi e i cognomi? Gli interessi c'erano anche quando Gino era in vita. Ormai siamo stufi di sentire discorsi vaghi».
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