Ha lasciato il carcere di Secondigliano per scontare la sua pena ai domiciliari lontano da Castellammare di Stabia e dalla Campania. Luigi Vitale, capo della piazza di spaccio del centro antico, torna in libertà grazie all'istanza presentata dalla difesa alla Corte d'Appello di Napoli. I giudici hanno deciso di accettarla soprattutto perchè il ras ha indicato una zona lontano da casa per trascorrere la restante parte della condanna. Era stato arrestato nel 2005 perchè accusato di essere a capo dello spaccio nel cuore della città di Castellammare per poi essere scarcerato per pochi mesi nel 2017. Nel periodo passato in libertà si è reso protagonista di una sparatoria nei vicoli del rione per la gestione della droga tanto che per lui si sono aperte nuovamente le porte del carcere (è stato in seguito condannato a 4 anni). Ora ritorna ai domiciliari fuori Regione grazie al lavoro del suo avvocato.
Vitale è considerato uno dei principali esponenti della cosca dei D'Alessandro. Ha gestito per anni il business degli stupefacenti nel centro antico di Castellammare tanto da formare anche un clan affiliato dedito proprio a tale attività. Un legame con Scanzano evidenziato anche dalle inchieste giudiziarie che vedevano coinvolto il ras: è imputato infatti nel processo Sigfrido che da oltre 20 anni non trova una fine a causa di numerosi rinvii, pentiti silenziosi e vizi di forma nell'inchiesta. Secondo l'Antimafia ricopre un ruolo importante nella famiglia D'Alessandro ma nonostante ciò i giudici della Corte d'Appello hanno deciso di concedergli quantomeno i domiciliari fuori Regione. Così facendo non sarebbe in contatto con il mondo della criminalità di Castellammare.
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