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Castellammare - Spaccio ed estorsioni: ecco il business dei D'Alessandro. La Dia: «Sono alleati con i Di Martino e gli Imparato»

I D'Alessandro si sono estesi anche nell'agro nocerino sarnese. A Gragnano, invece, si rileva la presenza dei Di Martino che controlla l'intera area dei Monti Lattari

tempo di lettura: 3 min
di Gennaro Esposito
18/07/2018 21:38:00
Castellammare - Spaccio ed estorsioni: ecco il business dei D'Alessandro. La Dia: «Sono alleati con i Di Martino e gli Imparato»

Si occupano di estorsioni e spaccio guadagnando migliaia di euro ogni mese. Hanno esteso il proprio dominio oltre i confini di Castellammare grazie ad una serie di alleanze. Il clan D'Alessandro, secondo quanto accertato dalla Dia nella seconda relazione semestrale del 2017, resta il clan egemone nel comprensorio stabiese. La cosca fondata del defunto Michele D'Alessandro ha in mano la città delle acque e particolarmente le zone di spaccio più importanti e che garantiscono maggiori introiti. A reggere le redini del clan sono le mogli dei boss detenuti anche se l'uscita dal carcere di Gigginiello D'Alessandro, fratello di Michele, potrebbe modificare gli equilibri interni alla cosca. La Dia, dopo l'analisi sul territorio stabiese, ritiene il clan di Scanzano il più importante e temuto nel comprensorio tanto che è riuscito ad estendere il proprio dominio anche nell'agro nocerino sarnese. Solamente pochi mesi fa, esponenti di spicco del gruppo criminale furono arrestati dai carabinieri mentre chiedevano il pizzo ad un'azienda di Sant'Antonio Abate.

I D'Alessandro sono stati abili nel creare delle alleanze non solo a Castellammare ma anche con le cosche dei Comuni vicini. In particolare, hanno stretto un accordo con gli Imparato, altro storico clan stabiese, che gestisce l'area del Savorito, il mercato della droga cittadino. Ma la cosca di Scanzano ha una vera e propria catena di montaggio per quanto riguarda la droga, soprattutto la marijuana. Grazie allo storico accordo con i Di Martino, coltivano cannabis nelle montagne dei Monti Lattari e attraverso i propri canali di distribuzione, la rigirano subito nelle piazze di spaccio una volta pronta. Questo meccanismo garantisce loro migliaia di euro. Nonostante ciò, hanno avuto qualche difficoltà negli ultimi mesi considerati i tanti sequestri dei carabinieri. Le forze dell'ordine, comunque, sono sulle tracce delle nuove leve dei D'Alessandro anche dopo l'uccisione di Antonio Fontana, o' Fasano, che era finito nella black list della cosca di Scanzano per essere diventato collaboratore di giustizia. Da non dimenticare anche l'assasinio di Ciro Orazzo lo scorso anno a Lettere e quello di Filippo Sabatino a Pimonte: secondo gli inquirenti i moventi sono tutti ricollegabili non solo a Scanzano ma anche ai clan alleati presenti sui Lattari. I D'Alessandro devono comunque guardarsi dalle nuove generazioni che sarebbero pronte a fare guerra al gruppo criminale stabiese più importante. A testimonianza di ciò sono le sparatorie per il possesso delle piazze di spaccio nel Centro Antico di Castellammare dove sono rimasti feriti alcuni pregiudicati vicini a Scanzano. Alcuni giovani affiliati, particolarmente i figli dei boss, sono fedeli ai D'Alessandro, altri invece vorrebbero l'"indipendenza".

A Castellammare però non ci sono solo i D'Alessandro. Secondo la Dia, ancora forte è il clan Cesarano anche se è stato colpito da arresti eccelenti (ultimo ad ordine di tempo Luigi Di Martino o' profeta). A differenza di Scanzano, il clan attivo tra Pompei e la città delle acque si occupa particolarmente delle estorsioni in tutta la periferia nord. Hanno stretto un accordo con i Tamarisco di Torre Annunziata per quanto riguarda le sostanze stupefacenti e anche con i Federico, nuova cosca stabiese che guarda anche verso gli Aquino di Boscoreale. A Gragnano, come anticipato precedentemente, regnano i Di Martino che devono però fare i conti con un nuovo gruppo criminale che si è formato. I membri arrivano sia dagli Afeltra sia da alcuni "scissionisti" dei Di Martino che si occuperebbero particolarmente delle estorsioni. L'omicidio di Filippo Sabatino, ad inizio 2018, potrebbe essere il segnale di una nuova guerra tra Castellammare e i Lattari. La Dia, infatti, afferma: «Alcuni episodi delittuosi verificatisi ad Agerola e Lettere, in  cui sono stati coinvolti gruppi contrapposti provenienti dai Monti Lattari e da Castellammare, potrebbero essere collegati alla rottura di precedenti equilibri nel settore del narcotraffico».

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