L'impennata di contagi che ha interessato la città di Castellammare ha portato all'adozione di misure drastiche da parte del Sindaco Gaetano Cimmino. Con il pronto soccorso dell'Ospedale San Leonardo ormai al collasso e il numero di positivi al Covid in costante aumento, il primo cittadino si è visto costretto all'introduzione di decisioni maggiormente restrittive rispetto a quanto previsto dal Decreto governativo in relazione alle cosiddette zone gialle.
L'ordinanza firmata dal Sindaco nella giornata di Venerdì prevede, in particolare, l'accesso limitato alla Villa Comunale e all'arenile stabiese, la sospensione dei mercati rionali, il divieto di utilizzo delle giostre e delle aree giochi, la chiusura degli esercizi di distribuzione self-service. Misure che, inevitabilmente, hanno generato il malcontento dei cittadini e soprattutto la rabbia e la disperazione degli ambulanti, privati del proprio lavoro e della propria fonte di reddito.
Nella mattinata di oggi si è svolto un sit-in di protesta in Piazza Giovanni XXIII, davanti Palazzo Farnese, sede degli uffici comunali. Protagonisti della pacifica contestazione, autorizzata dalle forze dell'ordine, gli ambulanti dello storico mercato del rione San Marco. I lavoratori chiedono un incontro col primo cittadino per valutare nuove soluzioni. La proposta è quella di riaprire il mercato rionale con le dovute rigide misure di sicurezza. Chiara la presa di posizione degli ambulanti: "Chiudere un mercatino all'aperto come quello del San Marco, in cui non si crea nessun assembramento, non porterà nessun beneficio nella lotta al Covid. Abbiamo il diritto di lavorare. Il mercato non è fonte di contagio".
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