I Cesarano non potranno gestire i servizi cimiteriali nella città di Castellammare di Stabia. La parola fine al lungo tormentone l'ha messa la Prefettura che ha confermato l'interdittiva antimafia per la ditta che nei mesi scorsi aveva vinto il ricorso al Tar. Di fatto il Comune adesso dovrà nuovamente affidare l'appalto, da un milione di euro, alla società seconda classificata nella gara di qualche anno fa. Per la Prefettura, la società Servizi Cimiteriali che fa capo alla famiglia Cesarano, sarebbe troppo vicina al mondo della criminalità organizzata. Una posizione border line che aveva spinto la Prefettura a colpire la ditta con un'interdittiva e a confermarla pochi giorni fa. I vertici societari erano riusciti solamente a vincere davanti al Tar ottenendo un primo reintegro nei cimiteri stabiesi per poi dover lasciare la gestione alla ditta seconda classificata, proveniente da Roma, perdendo un appalto da milioni di euro.
La questione relativa ai servizi cimiteriali parte da lontano. Per anni il Comune di Castellammare di Stabia non è riuscito ad affidarli soprattutto per evitare l'infiltrazione camorristica. Nel 2018 la gara partì presso al CUT di Torre Annunziata e fu vinta dalla Servizi Cimiteriali, che fa capo alla famiglia Cesarano, la quale fin da subito finì sotto la lente di ingrandimento. L'offerta fu infatti ritenuta anomala per un ribasso eccessivo ma che fu spiegato e ritenuto valido dagli uffici di Palazzo Farnese che confermarono la vittoria. Nel 2020 arriva però la doccia fredda con la ditta stabiese che viene colpita da interdittiva antimafia tanto da dover rinunciare all'appalto da diversi milioni di euro. Palazzo Farnese, non potendo avere scoperto il settore, decise di proseguire affidando il tutto alla seconda classificata con una determina firmata nel mese di marzo. Il ricorso al Tar vinto dalla Servizi Cimiteriali garantì il reintegro della stessa fino all'ennesimo stop del Consiglio di Stato della scorsa settimana. Ora il dirigente del Comune di Castellammare dovrà firmare una nuova determina con la quale revocherà ufficialmente l'appalto.
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