Poteva finire in tragedia, ma grazie al tempestivo intervento di alcuni passanti e dei vigili si è evitato il peggio. Andrea Lambiase, una persona che si è sempre prodigata molto per le attività sociali a Castellammare di Stabia, questo pomeriggio ha tentato di togliersi la vita. E' salito sulle impalcature di Palazzo Farnese, si è legato una fune al collo ed ha tentato il suicidio. Per fortuna tempestivo è stato l'intervento prima di alcuni passanti poi degli uomini della polizia municipale che sono saliti sulle impalcature e lo hanno liberato. Poi è stato condotto al pronto soccorso dell'ospedale San Leonardo privo di sensi.
Da alcuni mesi stava partecipando a corsi di formazione retribuiti della Regione, poi ovviamente sospesi. E per ora non sta ricevendo nemmeno l’assegno mensile del reddito di cittadinanza. Una situazione difficile la sua così come di molti altri in città. Stava provando anche a chiedere aiuto ai servizi sociali del Comune. Evidentemente era giunto ad un punto di sofferenza tale che ha pensato di farla finita, scegliendo proprio la sede del Municipio stabiese come luogo dove compiere il malsano gesto. Ad Andrea va la solidarietà della nostra redazione.
«Nelle crisi chi è in difficoltà già nella vita ordinaria, vive sulla pelle sua e della sua famiglia ancor più questi momenti. A lui un abbraccio, forte. So che serve a poco. Sono consapevole.
Che sia un monito». Così Tonino Scala, consigliere comunale a Castellammae di Stabia. «Un monito per tutti quanti noi - prosegue Scala - Servono risposte chiare e subito. Era inevitabile che accedesse ed è accaduto. Ieri a Palermo oggi a Castellammare. Domani? Tante le iniziative di solidarietà che stanno scattando, il nostro Paese con tutti i limiti ha un grande cuore, ma non basta. Reputo positivo l’invio di 1 milione e 900 mila euro di anticipo sul fondo nazionale di solidarietà e 553.520,15 euro come contributo straordinario dal Governo per aiutare quei cittadini che in questi giorni di emergenza “non hanno soldi per fare la spesa”. Questo il dato della mia città, un primo strumento importante ma non risolutivo. Servono strumenti nuovi per affrontare questa crisi. È di vitale importanza cercare di individuare strumenti e risorse straordinarie per dare la possibilità alla stragrande maggioranza di cittadini di continuare a poter "restare a casa" garantendone la sopravvivenza. Lo vogliamo chiamare reddito di quarantena? In altro modo? Chiamiamolo come vogliamo, ci siamo capiti, credo» ha concluso.
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