Grande affluenza per il convegno organizzato dal Centro Italiano Femminile (CIF), nel rispetto delle norme anti-covid grazie ai ragazzi dell’Istituto Luigi Sturzo, presso il salone della Parrocchia Maria SS. del Carmine, per dibattere sulle possibili soluzioni intese a sradicare la criminalità dal territorio, soprattutto dopo gli ultimi eventi, come lo scioglimento dello stesso comune stabiese per infiltrazione camorristica. Distribuiti all’ingresso anche dei fiocchi con i colori dell’Ucraina da appuntare, per dimostrare solidarietà alla popolazione colpita dalla guerra.
Molti i rappresentanti politici e delle forze dell’ordine presenti nella sala, con il primo intervento del giornalista Luigi Vicinanza, che analizzando questo triste epilogo per il comune di Castellammare di Stabia, lo indica come «un evento preannunciato. Quasi nessun sindaco negli ultimi anni è riuscito a portare a termine il suo mandato, con la città che ha visto una moltitudine di primi cittadini alternarsi in un lasso di tempo non da poco, e soprattutto i gravissimi omicidi di due consiglieri comunali stabiesi che hanno macchiato la politica stabiese». Se nelle altre realtà la criminalità organizzata, nel corso degli anni, ha avuto un ridimensionamento, la recente storia di Castellammare, ma anche di Torre Annunziata, invece, dimostra come «la realtà camorristica sia rimasta forte nel territorio», con Vicinanza che riconosce nelle nuove generazioni proprio «la cura contro la camorra», auspicando di utilizzare questo shock causato dallo scioglimento del comune come «occasione per ripartire», ma chiedendo allo Stato l’aiuto che fino a questo momento è stato poco incisivo, «perché da soli non si può».
Don Tonino Palmese, presidente della fondazione Polis, invece, ricorda le morti innocenti causate dalla camorra, con la Campania che ha il più alto tasso di omicidi di innocenti da parte della criminalità organizzata, molte volte vittime di scontri a fuoco in cui loro non c'entravano nulla. Ha sottolineato anche come «la cultura è la soluzione alla criminalità, per tornare alla normalità, quest’ultima uccisa proprio dalla camorra, realizzando un futuro migliore basato proprio sulle memorie delle persone innocenti uccise».
Come sempre incisivo e forte l’intervento del già Procuratore Nazionale Antimafia Federico Cafiero de Raho, ospite d’onore, che ricorda gli eventi criminali che sono mutati nel corso degli anni sul suolo stabiese e limitrofo, facendo notare come lo scioglimento del comune sia un evento gravissimo. Utilizzando alcune analogie con le sue memorie, sostiene che «uno dei modi più efficaci per sconfiggere definitivamente la criminalità organizzata è quello di non emarginare chi nasce in un ambiente mafioso e se ne dissocia, ma anzi, va accolto e sostenuto». Ricorda l’importanza del voto e di come «non esista una politica vicina o lontana, ma solo una politica di rappresentanza», e che siamo noi cittadini, attraverso le urne, che «dobbiamo allontanare soggetti affiliati alla camorra, e di non votare chi può tornarci utile, ma chi rappresenta l’etica delle proprie scelte». Augurandosi che durante questo triste e lungo commissariamento si possa riprendere possesso del territorio.
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