Definirlo fiume di plastica non è sbagliato e neanche esagerato. A dirlo è l'associazione ambientalista Greeanpeace che ha condotto delle analisi sul Sarno, corso d'acqua che sfocia nel mare di Castellammare di Stabia e Torre Annunziata. Rifiuti di ogni tipo ogni giorno vengono abbandonati nel fiume tanto da renderlo senza dubbio uno dei più inquinati d'Europa. Il caso è arrivato anche al Tg1 nella serata di ieri con le telecamere della Rai che hanno ripreso la foce e la spiaggia di Rovigliano invasa dalla plastica. Servizio però che non ha tenuto conto delle griglie di depurazione che si trovano lungo via Ripuaria e che potrebbero in parte diminuire l'inquinamento del mare stabiese e torrese. L'arrivo della plastica sulla spiaggia potrebbe essere evitata se Governo e Regione dessero l'ok per l'attivazione dei macchinari, come è successo per qualche giorno nei mesi scorsi durante l'emergenza che si venne a creare dopo i temporali invernali.
Il Sarno continua quindi a far parlare di sè mentre la politica si interroga sulla strada giusta da seguire. Il ministro dell'Ambiente Sergio Costa ha convocato nelle scorse settimane tutti i sindaci dei Comuni attraversati dal fiume per discutere di un possibile masterplan da creare per evitare l'abbandono dei rifiuti in acqua. Sono state acquisite anche tutte le documentazioni in possesso degli Enti per verificare quanto fatto negli anni passati. Ma la strada è ancora lunga. Le fabbriche che scaricano nel Sarno sono numerose così come anche i Comuni non allacciati al sistema fognario. Per Greeanpeace il nemico numero uno è la plastica e la microplastica (che potrebbe non essere facilmente individuata all'interno dei corsi d'acqua). Ma nel fiume che attraversa l'agro nocerino sarnese e il comprensorio stabiese i rischi maggiori arrivano anche dai veleni che vengono abbandonati al suo interno, i famosi microinquinanti. Nonostante le riunioni e gli incontri, la soluzione al momento è ancora lontana.
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