Questa mattina, in occasione della festa patronale, tantissimi stabiesi hanno seguito la processione dell’effige di San Catello. Come da tradizione, la statua del Santo Patrono ha attraversato il Centro Antico di Castellammare per poi sostare nello stabilimento di Fincantieri. Qui, Don Antonino, vice parroco della Cattedrale, ha letto una preghiera di San Giovanni Paolo II dedicata al lavoro. Subito dopo è intervenuto l'Arcivescovo Francesco Alfano: “Carissimi, questo è un appuntamento tradizionale e sentito all’interno della festa di San Catello e della Processione. Lo viviamo sempre con intensità e con emozione e ascoltare oggi qui le parole che scrisse San Giovanni Paolo II, che proprio in questo luogo venne a tenere la sua visita e il suo incontro con la nostra terra più di 30 anni fa, è veramente per noi motivo di orgoglio e di responsabilità. Si, il lavoro. Da questo luogo simbolo fortissimo per tutta la città e non solo, noi ascoltiamo e rilanciamo questa non come una parola slogan, una parola di moda o una parola problematica, ma come la parola che ci interpreta, che ci rende tutti uguali nella dignità, nella libertà, nella responsabilità di trasformare la società e il monito per renderlo più giusto, più fraterno, più bello come questa terra ci ricorda quotidianamente, per il concentrato di bellezze che custodisce come uno scrigno.” Nel suo discorso, Mons. Alfano si è soffermato anche sul valore del lavoro: “Il lavoro permette a ogni persona di crescere, di svilupparsi, di realizzare se stessi. Il lavoro ci mette insieme, ci fa uscire dai nostri piccoli mondi, a volte troppo chiusi in se stessi, e oggi ne avvertiamo tutta la drammaticità. Il lavoro ci unisce nella stessa responsabilità di trasformare realmente la società per essere una sola comunità. Il lavoro si fa rispetto per ogni persona, si fa aiuto a chi da solo non ce la fa. Il lavoro permette di sviluppare le energie migliori di una comunità, di un popolo. Per noi credenti che oggi ascoltiamo ancora questa parola profetica di San Giovanni Paolo II dinanzi all’immagine così cara a tutti del nostro Patrono, per noi credenti è il modo di rispondere a Dio.” Continuando a rivolgersi a tutti i presenti, il Vescovo ha sottolineato l’importanza del camminare insieme: “Non siamo credenti perché osserviamo delle tradizioni, siamo cristiani perché, e la Processione ce lo ricorda, camminiamo insieme senza escludere nessuno, e se necessario, prendendoci per mano perché nessuno resti fuori. Così noi rendiamo lode a Dio e diamo il nostro contributo per cambiare la storia, una storia che può di nuovo far risplendere il sole; una storia dove nessun uomo, nessuna comunità, nessun popolo deve essere più privato della libertà, della serenità, della pace, della vita. Il lavoro ci aiuti a crescere insieme, uniti come fratelli, amici, collaboratori di giustizia e di pace.”
Infine, alle ore 12, la statua di San Catello ha fatto il suo rientro in Cattedrale. “Concludiamo la processione ringraziando il Signore di questo momento di fraternità e di comunione. Ognuno di noi porterà un ricordo, tutta la gioia dello stare insieme. Dio parla al suo popolo, oggi ha parlato a noi e noi continuiamo nella vita di ogni giorno a crescere nell’amicizia fraterna”, ha concluso Mons. Alfano.
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