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Castellammare - San Catello, calato il sipario su una festa sempre più in tono minore

Nessuna manifestazione a carattere civile, niente bancarelle sul Corso Garibaldi.

tempo di lettura: 2 min
di Annarita Ferraiuolo
20/01/2024 18:55:06
Castellammare - San Catello, calato il sipario su una festa sempre più in tono minore

Come accade ormai da tanti anni, anche ieri la ricorrenza del 19 gennaio ha avuto una risonanza esclusivamente religiosa. La Processione dell’effigie di San Catello per le vie del centro storico non è stata accompagnata da una festa civile, come invece accade in altre città italiane. Il Comune, purtroppo, non ha presentato il bando per l’assegnazione degli spazi per le tradizionali bancarelle. “Che cos’è la festa di San Catello senza le bancarelle?”, si interrogano in molti. Vero è che la festa civile di San Catello viene celebrata a maggio, ma anche in quella occasione ormai i festeggiamenti si limitano alla seguitissima processione per le vie del centro. Ci si chiede quindi se oramai il Santo Patrono non sia destinato a rinunciare definitivamente ad una vera e propria festa che invece ha sempre contraddistinto queste ricorrenze. La presenza di bancarelle, infatti, annunciavano l’arrivo del Santo e animavano il centro della città. Venivano allestite lungo tutto il Corso Giuseppe Garibaldi e attiravano grandi e piccini. Le strade erano piene, anche i bar e i vari locali della zona brulicavano di gente. Castellammare era come avvolta dalla magia di festa tanto cara al popolo stabiese. Allora sì che la festa Patronale era un giorno di festa vero e proprio, in cui anche i commercianti chiudevano la propria attività per lasciare spazio a momenti di vita sociale, familiare e spirituale.

A contribuire a dire addio a questa festa non è stato solo il Covid, poiché anche prima della pandemia la ricorrenza di San Catello si era ridotta alle sole ricorrenze religiose.  Gli  stabiesi, che ripongono sempre il massimo delle loro aspettative in questa ricorrenza molto sentita, appaiono pressoché rassegnati a dire addio a una tradizione che non accenna a ripartire. Fortunatamente, a colmare la delusione della mancanza di una vera e propria festa civile, c'è la consueta processione scandita da preghiere, canti religiosi e dall’ inconfondibile musica della banda. Ma la verità è che agli stabiesi manca passeggiare per le numerose bancarelle ed essere avvolti da quel delizioso profumo di torrone, tipico delle feste patronali. Non resta quindi che attendere il giorno in cui le tradizionali bancarelle torneranno ad affollare la villa comunale durante la festività del protettore dei forestieri. 

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